caracàngilu
- a., storto e secco, indica un pezzo di legno secco ma si dice in senso dispregiativo anche di una persona.
cìnta
- s. f., telaio in legno adornato con fiori, nastri colorati e candele, portato in processione come offerta votiva.
spricignà (àri)
- v., sbrigarsi, uscir fuori da una situazione complicata.
abbìnci
- v., sopraffare, darla vinta a qualcuno.
skambà (àri) -àtu
- v., spiovere, smettere di piovere.
poggiaddà!
- escl., comando gridato a buoi, mucche, muli, asini e cavalli per farli spostare di lato.
taccarìddu
- a., enorme, grosso, come s. m. indica i pezzi di legno portati dalla piena lungo le rive del fiume.
cavaddulùngu
- s. m., gioco dei ragazzi, a due squadre.
scindigghjiòla
- s. f., scintilla di Natale.
magarìja
- s. f., magia, fattura.
facciprova
- s. f., chiarimento, confronto, controprova.
cùrtu
- a., corto, basso.
fiškittu
- s. m., fischietto, zufolo.
làgrima
- s. f., lacrima, è anche il nome di una qualità di uva bianca da vino.
appattà (àri)
- v., raggiungere un compromesso, fare uguali punti al gioco.
grastà (àri)
- v., castrare.
mariòla
- s. f., tasca interna della giacca.
pàdda
- s. f., palla.
ciùcciu
- s. m., asino.
abbagghjiàri
- v., abbagliare.