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09/02/2010
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Chiude associazione antiracket a Milano. Il presidente: “Non ci siamo arresi alla mafia. Ma allo Stato”

ITALIA - La battaglia contro la mafia la si può perdere per diverse ragioni. La si può perdere anche perché si viene lasciati soli dalla politica. Con un comunicato d'addio, l'associazione SOS racket e usura di Milano si scioglie. Come si legge sul sito, la decisione è irreversibile e arriva dopo "13 anni ininterrotti di denunce" e numerosi atti intimidatori. L'ultimo in ordine di tempo: l'incendio di un furgone di proprietà del presidente. Il clima per i volontari si è fatto pesante soprattutto negli ultimi mesi, dopo che l'associazione ha denunciato pubblicamente il racket degli alloggi popolari, messo in atto dai clan in alcune zone del capoluogo lombardo. Quello in cui, secondo il prefetto Gian Valerio Lombardi, "la mafia non esiste".

Fonte: Articolo21.org
Per approfondimenti

La nostra vita può essere appagata solo dall'andare in mare aperto

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Faticare tutta la notte, faticare per nulla! Così sembra alla resa dei conti. Almeno quelli più appariscenti e umanamente prevedibili. Ma non è così. Il Vangelo ci invita a guardare più in alto, a guardare oltre. Non ci offre una promessa vagamente consolatoria, ma ci indica un nuovo modo di valutare le cose, di capire la nostra stessa vita. Essa non può essere riempita con beni materialmente accumulabili. Se anche fossero innumerevoli non riempirebbero il cuore. La nostra vita può essere appagata solo dall'andare in mare aperto, nel tentativo di superare continuamente i propri limiti e quelli del nostro abituale modo di vivere e - per quanto possa sembrare paradossale - persino quelli della propria Chiesa. Lasciare tutto per seguire Gesù può sembrare una follia, ma nonostante ciò, ha il suo senso proprio nel non volersi mai fermare, nel non darsi mai per vinti, consegnando interamente la propria vita a Colui che sempre ci precede.

Radio One Scalea News
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Cresce il comitato per la chiusura e la bonifica della discarica di Scalea

Adesioni in aumento da parte di numerosi cittadini, fortemente sensibilizzati rispetto ad una problematica di primaria importanza e che riguarda il diritto alla salute e a vivere in un ambiente non avvelenato

SCALEA - Aumentano le adesioni per il comitato contro la discarica di Scalea. Sono oltre 500 i cittadini che hanno aderito al comitato fondato da Antonio Maiuro dei Vas, Umberto Didona, Mauro Filippelli, Davide Manco e Criaco Ferraro nei mesi scorsi. La protesta propagandata e veicolata attraverso il social network Facebook sta raccogliendo testimonianze, filmati e solidarietà anche da parte di numerosi esponenti politici locali. Dall'esperienza del 1° comitato per la bonifica della terza buca della c.da Piano dell'acqua situata nel territorio cittadino nata nel 2007, formato a suo tempo dal gruppo dei Verdi di Scalea, la sezione locale del PD, il PDCI, Rifondazione comunista, dai comitati contro l'elettrosmog del comune di Scalea, dall'associazione La Scossa, dai consiglieri comunali di opposizione e da numerosi cittadini, che portò ad uno scontro con l'amministrazione Russo e non ebbe l'esito di bloccare le realizzazione della discarica, si è praticamente ricostituito...

A vent'anni dalla sua istituzione, nel parco si discute ancora di riperimetrazione

A vent'anni dalla sua istituzione e dell'approvazione delle misure minime di salvaguardia, ancora nel Parco nazionale del Pollino continua a tenere banco il tema della riperimetrazione e delle relative polemiche destinate inevitabilmente ad acuirsi, in modo più o meno strumentale, con l'approssimarsi delle elezioni regionali. L'ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è quella del consigliere regionale Antonio Pizzini il quale, prendendo spunto dal pronunciamento della Direzione Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente rispetto all'ennesima richiesta di riperimetrazione, rilancia la questione con un comunicato stampa che pubblichiamo di seguito.

PARCO DEL POLLINO - "A seguito della nota dello scorso 20 gennaio emessa dalla Direzione Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente con cui si respingeva ancora una volta la richiesta di riperimetrazione per alcune aree del Parco Nazionale del Pollino, ritengo sia necessario ripristinare immediatamente un percorso corretto per riproporre una nuova domanda al Governo nazionale che preveda innanzitutto una maggiore coesione da parte delle amministrazioni comunali interessate ed un coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti che faccia ritrovare una maggiore unità d'intenti attraverso un più chiaro progetto di rimodulazione e riorganizzazione del territorio".

Proposte per la Valle del fiume Argentino. Cuore: Vogliamo un Paese da Vivere!

Dal rappresentante del Gruppo consiliare Cuore riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al sindaco di Orsomarso nella quale si elabora una proposta articolata che punta ad uno sviluppo economico incentrata sulla fruibilità legata al turismo sostenibile della Valle del fiume Argentino.

ORSOMARSO - Il nostro paese è a vocazione turistica, almeno sulla carta. Abbiamo un territorio pieno di aree protette, fra Riserva Naturale orientata del Fiume Argentino e Parco Nazionale del Pollino, copriamo quasi tutto il territorio. Tutti che guardano lontano, ma solo ai propri interessi! Le ultime amministrazioni comunali che si sono susseguite, compreso i commissariamenti inutili, non hanno prodotto quasi nulla di buono per la promozione dell'immagine del nostra cittadina. Oggi, per la nostra sopravvivenza, ci vuole gente piena di stimolo, caparbietà in se stessa e che non si tiri indietro per risolvere i problemi. Il nostro territorio comprende una delle zone più belle d'Europa ed è attraversato da uno dei fiumi più belli d'Italia, incastonato fra cime montuose nel bel verde della Valle dell'Argentino, nota come la Riserva Naturale, piena di sentieri sconosciuti, di gole selvagge e di grotte, come quella del Frassaneto, della Valle del Palazzo e delle Gioe, tutte senza una sentieristica adeguata per raggiungerle. Ci sono anche luoghi che furono abitati da briganti come Castel Brancato e S.Nocito, tutt'ora privo di sentieri adeguati.

Da YouTube
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Dal dizionario dialettale
smatrà (àri) - v., togliere le ovaie delle scrofe, castrare.
cannàcca - s. f., collana.
cambànaru - s. m., campanile, campanaro.
Notizie
Fonte: Google News
Nazionali
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Locali
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Chi vuole eliminare la geografia? Forse chi non sa cosa essa effettivamente sia

di Maurizio Tiriticco

ITALIA SCUOLA - Chi non sa che cosa sia! Geografia sì, geografia no, geografia così così! Se ne sta discutendo in questi giorni e non so quanto a proposito! Resta o non resta nei programmi di studio? Ma! Facciamo un po' d'ordine. Ci sono due questioni di fondo da cui occorre partire. La prima riguarda la geografia come "materia" di studio scolastico, perché di questo si sta oggi discutendo, non la geografia in quanto "disciplina", che attiene a settori di ricerca avanzati che con la scuola poco o nulla hanno a che fare. La seconda questione riguarda le strategie e le modalità con cui un soggetto in età evolutiva cresce, si sviluppa e apprende, interiorizza le dinamiche spaziali, interagisce con esse e le utilizza ai fini della sua personale "sopravvivenza" nell'ambiente vicino/lontano in cui si trova ad operare e a vivere.

Gesù come i profeti, mandati per richiamare alla giustizia e alla pace il popolo, sono rigettati e perseguitati

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Gesù ha presentato se stesso come il consacrato di Dio per una missione di liberazione e di salvezza. L'ha fatto a Nazaret, nella sinagoga della sua città. Non per questo è accettato. Al contrario, proprio la conoscenza che la popolazione locale crede di avere di lui, impedisce di cogliere il Mistero che brilla nei suoi occhi e nelle sue parole. Viene espulso dalla sinagoga e alcuni facinorosi tentano persino di farlo precipitare da un dirupo del luogo. Egli però sfugge alle loro mani e si allontana. Rivive la sorte di tanti profeti, come il profeta Geremia (prima lettura). Proprio i profeti, pur mandati per richiamare alla giustizia e alla pace il popolo, sono rigettati e perseguitati. Ma il regno di Dio non si ferma, va avanti con altri modi e per altre strade che gli uomini non conoscono.


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