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Il Calendario 2004 - Marzu 2004

I detti del mese

 

I detti del mese:

 

Quannu marzu s’aggrugna ti fa cari l’ugna; Chi mmina marzu !!;

 

Marzu marzicchiu n’ura chioviri e n’ura assulicchia;

 

Quannu marzu a vo ffà, u purcu fa sugghjà, si ni votir’u cappiddu fa mori u poviriddu.

 

Pasca marzatica, morti e famatica.

 

 

I jurni ru misu

 

              ('A luna)

 

  1. Casella di testo: G
r
u
s
s
u
 LUNNIRIJA
  2.  MARTIRIJA                     
  3.  MIRCHIRRIJA            
  4.  JUVIRIJA
  5.  VENNIRRIJA                   
  6.  SABBUTURIJA
  7.  RUMINICARIJA  
  8.  LUNNIRIJA
  9.  MARTIRIJA                     
  10. Casella di testo: S
u
t
t
i
l
u
 MIRCHIRRIJA            
  11.  JUVIRIJA
  12.  VENNIRRIJA                   
  13.  SABBUTURIJA                              
  14.  RUMINICARIJA
  15.  LUNNIRIJA
  16.  MARTIRIJA                     
  17.  MIRCHIRRIJA            
  18.  JUVIRIJA
  19.  VENNIRRIJA    San Giseppi *                
  20.  SABBUTURIJA 
  21.  RUMINICARIJA
  22.  LUNNIRIJA
  23. Casella di testo: G
r
u
s
s
u
 MARTIRIJA                     
  24.  MIRCHIRRIJA            
  25.  JUVIRIJA
  26.  VENNIRRIJA                   
  27.  SABBUTURIJA
  28.  RUMINICARIJA
  29.  LUNNIRIJA                                      
  30.  MARTIRIJA                     
  31.  MIRCHIRRIJA             

 

 

* U pagghiaru er’u ‘mmitu ri Sangiseppi.

 

 

ACCADDE OGGI

 

6 marzo 1852. Il Direttore del Ministero dell’Interno del Regno di Napoli chiede notizie relativamente ad esposti firmati dal soldato dell’undicesimo battaglione dei Cacciatori Raffaele D’Alessandro, contro il clero del SS.mo Salvatore di Orsomarso per aver usurpato oltre dugento tombolate di terre demaniali e per non poche vessazioni contro il ceto dei proletari. Ne nasce una lunga ed intricata vicenda che andrà avanti fino al 1884 e segnerà il definitivo scioglimento delle cosiddette promiscuità e suddivisione di oltre 1300 ettari di terreni per i quali la Chiesa di Orsomarso continuava a percepire censi e fide pascolo, nonostante la legge sull’eversione della feudalità risaliva al lontano 1811. Detti terreni andarono per due terzi al Demanio dello Stato e per un terzo al Comune.

P.G.S.
29/02/2004
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