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Il WWF: Stop ai mutamenti del clima, è possibile

ANSA 2007-05-03 09:33
ROMA - Nella corsa contro il tempo per fermare i mutamenti climatici in atto c'e' chi e rimasto fermo alla linea di partenza e chi invece ha gia' cominciato a correre. Governi, aziende e semplici cittadini hanno sfoderato eco-ricette per abbassare la febbre del Pianeta.
La Gran Bretagna ad esempio ha deciso di costruire solo case che non producono CO2, alcune multinazionali hanno diminuito le proprie emissioni fino al 40%, mentre 50.000 svizzeri hanno scelto l'uso collettivo dell'automobile, il cosiddetto car sharing. Sono solo alcune tra le azioni concrete descritte nel nuovo rapporto del Wwf "Fermare i mutamenti climatici e' possibile", che punta i riflettori su 15 modi per ridurre le emissioni di CO2 e dare una mano a rallentare il riscaldamento globale.

Oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti tecnologici ed economici necessari commenta Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - I governi devono valorizzare le soluzioni che puntano sull'efficienza energetica e sull'energia pulita, e rimuovere gli ostacoli che tuttora ne impediscono lo sviluppo.

Per questo, secondo Candotti e fondamentale che il terzo gruppo di lavoro del Comitato intergovernativo sui mutamenti climatici (Ipcc), riunito a Bangkok questa settimana, spieghi chiaramente come il costo dell'inazione sia molto piu' alto di quello che serve per ripulire le nostre economie. Questo ha ricordato il segretario del Wwf - vale anche per l'Italia, che rischia di pagare molto caro il ritardo e le timidezze nell'avviare la nuova rivoluzione industriale dell'efficienza e delle energie pulite, e che attualmente e ' invece in controtendenza sul fronte delle emissioni di CO2 (+13%, mentre dobbiamo ridurre del 6,5% entro il 2012 e molto di più in futuro).

E proprio mentre a Bangkok il terzo gruppo di lavoro dell'Ipcc sta definendo il suo rapporto sulla mitigazione, in Thailandia continua a dare frutti l'emendamento legislativo che consente ai piccoli produttori di energia rinnovabile di vendere da 1 a 10 MW di elettricita' alle centrali nazionali, mentre l'industria del carbone e sempre piu' contestata. Per rimanere al di sotto di un pericoloso rialzo della temperatura di 2 gradi centigradi il mondo ha bisogno di ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro la meta' di questo secolo. E investire per ridurre le emissioni conviene.

Gli ambientalisti ricordano il rapporto Stern, commissionato dal governo inglese, secondo cui non fare nulla costerebbe alle economie mondiali fino al 20% del Pil. E gli inglesi infatti si stanno dando da fare, ad esempio con una campagna per porre fine allo spreco di energia dei caricabatteria dei cellulari quando questi non sono in funzione. La stima e' che consumino, solo in Gran Bretagna, tanta corrente elettrica da alimentare 65.000 case ogni anno.

03/05/2007
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