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Profeta è colui che parla in nome di Dio

Carissimi amici, solo due righe per esprimervi, come sempre, la mia amicizia e il mio ringraziamento per la Vs. attenzione. Lasciamoci scuotere ancora dalla Parola di Dio e superiamo inevitabili delusioni ed eventi storici di senso contrario, insomma scovando e vincendo il male anche nei recinti sacri che abitiamo e ci abitano! Andiamo avanti su quell'unica strada che porta verso il Volto di Dio, dove ritroviamo reciprocamente tutti gli altri volti... Un abbraccio, GM

LA LOCANDINA - Profeta è colui che parla in nome di Dio. Parla davanti al popolo e interpreta i segni dei tempi. Gesù è molto di più che un profeta e tuttavia la sua parola è quella che smaschera il male anche quando questo si nasconde in un luogo sacro come la sinagoga. Avevano fatto così anche i profeti della prima alleanza, che non di rado denunciavano il male di un ritualismo senza anima, che più che badare alla salvezza come opera di Dio, badava all’osservanza di norme esteriori o di tradizioni ormai prive di senso. Gesù guarisce di giorno di sabato (giorno in cui le tradizioni farisaiche proibivano le cure mediche), perché il giorno dedicato a Dio divenga anche il giorno della sua salvezza per gli infelici.

4^ Domenica dell’anno (B) 2006
Essere profeti di Dio
significa parlare innanzi a tutti,
parlare con parole antiche
che sanno indicare il nuovo.
Questo sono i profeti, venuti sulla terra
ad indicarci passaggi avventurosi
e luoghi nascosti
che si perdono lontano.
Che anch’io possa intravedere, Signore,
spazi ove la logica umana
non vede che luoghi circoscritti,
e liberato dal male che opprime,
possa spaziare con lo sguardo e con il cuore
fin alle ultime dimensioni,
per scorgere il tuo volto di luce. (GM/29/01/06)

Libro del Deuteronòmio (18,15-20) - "Mosè parlò al popolo dicendo: «Il Signore tuo Dio susciterà per te, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta pari a me; a lui darete ascolto. Avrai così quanto hai chiesto al Signore tuo Dio, sull'Oreb, il giorno dell'assemblea … io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dei, quel profeta dovrà morire!»".

Vangelo secondo Marco (1,21-28) - "A Cafarnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea".

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27/01/2006
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