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LA LOCANDINA
Ecco una nuova rubrica che giunge ad arricchire con un contenuto particolare il nostro sito web. L’abbiamo voluta intitolare Locandina e riporta la e mail che don Giovanni Mazzillo invia settimanalmente a tanti amici sparsi in varie parti del mondo. Essa riporta i brani delle letture della liturgia domenicale accompagnate o precedute da brevi riflessioni.
13/03/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - «Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio!». L'accorata esortazione di Paolo (2^ lettura) ci introduce al tema dell'intensità dell'amore con cui Dio attende il ritorno di ogni suo figlio lontano. Lontano o perché anche "fisicamente" ha scelto di vivere separatamente da lui o perché, pur restandogli accanto, non ne ha mai capito e apprezzato l'amore. Sono due tipi di figli entrambi presenti nel Vangelo di oggi, che tuttavia insiste più sul vigore dell'amore del padre che sull'insensibilità dei figli. Tuttavia occorre dire che dei due accoglierà la riconciliazione e vivrà la dolcezza dell'abbraccio del padre, nella gioia dell'intera famiglia, solo il figlio che ha sentito la lontananza fino alle estreme conseguenze. Il primo figlio, al contrario, reagisce con gelosia e dispetto, rifiutandosi di partecipare alla festa. Ma qui è appunto il problema, simile a quello che tocca non pochi delle nostre comunità: c'è rimasto davvero anche con il cuore o c'è rimasto solo fisicamente, accampando alla fine diritti che tradiscono con le sue paure il suo calcolo e il suo egoismo?
28/02/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - È la 2^ domenica di quaresima. In riferimento alle letture bibliche, si può dire che la nostra collocazione sulla terra è solo provvisoria ed "esodale". Significa che siamo in cammino, come il popolo di Dio nel suo esodo. Il Vangelo di Luca indica appunto come "esodo" le ore decisive di Gesù sulla terra, dopo aver annotato ripetutamente che egli andava verso Gerusalemme. Anche noi siamo in cammino, ma verso dove? Le Scritture, che il Vangelo presenta come personificate nelle figure bibliche di Mosè (Pentateuco) ed Elia (Profeti), ci dicono, attraverso la lettera di Paolo ai Filippesi, che se "la nostra cittadinanza è nei cieli, di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso". Credere in ciò è volgere i propri pensieri e orientare la propria vita verso una meta che non sottovaluta il nostro cammino, ma lo orienta e soprattutto lo illumina nelle sue ore più buie e più impenetrabili.
20/02/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Il Vangelo di questa prima domenica di quaresima ci presenta Gesù ripetutamente tentato. Forse potremmo raccogliere le prove che egli supera, e che ricordano quelle che avevano afflitto gli Ebrei liberati dall'Egitto, intorno alla tentazione della rinuncia alla solidarietà. Questa tentazione scatta ogni qualvolta pensiamo di essere così pieni di problemi e di necessità personali, da dover rinunciare a qualsiasi altro progetto, fosse anche quello intravisto come progetto di Dio sulla nostra vita. Se tuttavia superiamo la tentazione delle difficoltà viste tutte in una volta, ma le affrontiamo l'una dopo l'altra, appunto come una serie di dune da attraversare al momento debito, possiamo coltivare la speranza di trovare una via che ci conduca nel labirinto della vita. Riscoprendo la Parola di Dio come la Presenza a noi più vicina e più liberante (vedi seconda lettura), il nostro cammino si popola degli altri prima nel pensiero e poi lentamente nella realtà. Riscoprire la propria missione è saper avanzare su questa pista, anche se talvolta sembra arida e interminabile come quella di un deserto.
13/02/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - «Benedetto l'uomo che confida nel Signore e la cui fiducia è nel Signore!». Questo messaggio di Geremia ha un suo risvolto che recita: «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno». In maniera più diretta, potremmo anche tradurre «Felice sei tu che ti affidi a Dio... guai a te che ti affidi a ciò che è terreno». In ogni caso è proprio l'opposto di ciò che normalmente pensiamo, ritenendo felici coloro che hanno la loro forza nei beni materiali e nel potere di questo mondo. Nelle parole di Gesù c'è un capovolgimento totale della nostra prospettiva, perché egli proclama: «Felici voi poveri e guai a voi ricchi!». Perché mai e in forza di quale principio può essere così sconvolta la nostra logica umana? In nome e in forza del Regno di Dio, in cui a regnare non sono i "regnanti" e i potenti di questo mondo, ma i piccoli e coloro che non contano niente.
06/02/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Faticare tutta la notte, faticare per nulla! Così sembra alla resa dei conti. Almeno quelli più appariscenti e umanamente prevedibili. Ma non è così. Il Vangelo ci invita a guardare più in alto, a guardare oltre. Non ci offre una promessa vagamente consolatoria, ma ci indica un nuovo modo di valutare le cose, di capire la nostra stessa vita. Essa non può essere riempita con beni materialmente accumulabili. Se anche fossero innumerevoli non riempirebbero il cuore. La nostra vita può essere appagata solo dall'andare in mare aperto, nel tentativo di superare continuamente i propri limiti e quelli del nostro abituale modo di vivere e - per quanto possa sembrare paradossale - persino quelli della propria Chiesa. Lasciare tutto per seguire Gesù può sembrare una follia, ma nonostante ciò, ha il suo senso proprio nel non volersi mai fermare, nel non darsi mai per vinti, consegnando interamente la propria vita a Colui che sempre ci precede.
31/01/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Gesù ha presentato se stesso come il consacrato di Dio per una missione di liberazione e di salvezza. L'ha fatto a Nazaret, nella sinagoga della sua città. Non per questo è accettato. Al contrario, proprio la conoscenza che la popolazione locale crede di avere di lui, impedisce di cogliere il Mistero che brilla nei suoi occhi e nelle sue parole. Viene espulso dalla sinagoga e alcuni facinorosi tentano persino di farlo precipitare da un dirupo del luogo. Egli però sfugge alle loro mani e si allontana. Rivive la sorte di tanti profeti, come il profeta Geremia (prima lettura). Proprio i profeti, pur mandati per richiamare alla giustizia e alla pace il popolo, sono rigettati e perseguitati. Ma il regno di Dio non si ferma, va avanti con altri modi e per altre strade che gli uomini non conoscono.
23/01/2010
LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Il Vangelo di Luca, dopo le accurate ricerche delle quali ci informa, ci conduce nella sinagoga di Nazaret, dove Gesù, ripieno di Spirito Santo, proclama di essere stato consacrato per realizzare la liberazione che Dio aveva preannunciato al suo popolo attraverso i profeti. Ne indica la conferma nel profeta Isaia, che anticipava la missione del Messia nella liberazione degli oppressi, nell'annuncio della gioia agli infelici e nella venuta di un tempo di grazia per tutti. Vogliamo accogliere il Messia e seguirlo sulla sua strada proprio in questa stessa direzione.
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