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Il regno di Dio con i segni delle guarigioni

Carissimi amici, con il mio più caro saluto e l'abituale locandina, vi mando anche una seconda locandina, relativa all'incontro su Legalità, questione morale, cultura della giustizia: il ruolo del cattolicesimo italiano. Incontro e dibattito pubblico - Roma 24 febbraio 2006 ore 17, Aula del Consiglio provinciale (Palazzo Valentini, via IV Novembre).
LA LOCANDINA - Secondo la narrazione delle prime pagine del vangelo di Marco, che stiamo leggendo la domenica, il regno di Dio annunciato da Gesù si realizza con i segni delle guarigioni e con le attestazioni del suo amore per quanti lo incontrano. Si manifesta anche attraverso un'assoluta novità, che molti stentano a capire e a condividere. All'immagine di un Dio che vuole sacrifici, sottomissione servile e svuotamento della propria umanità, Gesù contrappone l'immagine di un Dio che gioisce della gioia degli uomini, li ritiene suoi amici e li vuole come suoi figli. L'otre e il vestito vecchio, il contenitore sacrificale e la tunica sacrale non possono reggere all'urto della novità di vita recata da Gesù, che fa esplodere le contraddizioni della religione tradizionale e ci immette in un circuito di fede tale, da farci gioire con chi gioisce e piangere con chi piange.

8^ Domenica dell'anno (B) 2006
Dall'arte del cucire, certo vista da tua madre,
e da quella di vendemmiare del tuo popolo
avevi, Gesù, appreso che il vino della festa
non potrà contenerlo un otre vecchio,
come non potrà un panno nuovo
essere adattato ad un abito ormai liso…
Strutture pur nobili e solenni
si consumano, al pari
delle teologie di chi pensa a Dio
solo ripetendo parole senza vita.
Per questo tu ci sveli che il tuo Regno
richiede un cuore nuovo di zecca
e che ora che sei con noi
digiuno e penitenza non li vuoi
per la nostra sudditanza,
ma solo come segni di un amore,
che sarà tutto rivolto a te,
anche quando sembrerà perderti di vista
e sarà per gli amici tuoi più cari,
i poveri, per condividere
la novità del Regno che già viene.
(GM/26/02/06)

Profeta Osèa (2,16.17.21-22) - Così dice il Signore: «Ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là canterà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».

Vangelo di Marco (2,18-22) - In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno. Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi».

www.puntopace.net
27/02/2006
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