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Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò..

Carissimi, sono un po' in ritardo, ma vi mando ugualmente un caro saluto. Per il testo sulla recezione del Vaticano 2 in Italia, è già in internet nella mia pagina. Sì ancora solo in tedesco, ma può essere un ripasso per i cultori della lingua teutonica. Un abbraccio e buon fine settimana, GM

LA LOCANDINA - «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio» sembra una delle espressioni evangeliche più chiare, eppure è una delle più equivocate. Intanto non si tratta semplicemente di "dare", ma di rendere, nel senso di restituire. Inoltre l'accostamento del testo di Isaia che parla della scelta da parte di Dio di un grande sovrano politico, per giunta pagano (Ciro), potrebbe essere fuorviante. Del tipo: qualsiasi autorità viene da Dio e bisogna essere sottomessi a lui come a Dio stesso.
Non per nulla l'appello a questo principio da parte di imperatori e di regnanti è stato la culla di molti assolutismi. Tuttavia lo stesso brano di Isaia vuole mettere in risalto il contrario: "Io sono il Signore e non v'è alcun altro; fuori di me non c' è dio...perché sappiano dall'oriente fino all'occidente che non esiste dio fuori di me" (Is 45,5-6). Anche il detto di Gesù è da intendere come richiamo al monoteismo. Nessun può ritenersi dio, perché Dio è uno solo e solo a lui occorre restituire tale onore, usurpato dai regnanti dispotici, come gli imperatori romani, che oltre a farsi chiamare "Cesare", in onore del primo di loro, si facevano chiamare anche divini e figli di Dio. La moneta mostrata portava l'immagine e l'iscrizione di simili titoli. Sia allora restituita a chi l’ha fatta coniare. Siamo perciò davanti a una pagina non accondiscendente con gli assolutismi, ma critica e demitizzante. Simile all'altra che riporta le parole di Gesù: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve» (Lc 22,25-26).

29^ Domenica dell’anno (A) 2005
«Restituite a Dio ciò che è di Dio
e a Cesare ciò che è suo»,
perché di certo Cesare non è Dio
anche se ha preteso di essere tale
e Dio non si compra con alcuna moneta!
Una sentenza la tua, che rimette
ogni cosa al suo posto e ci insegna
a non fare commistioni ed ibridi impuri.
Ma l’abbiamo capita, o Gesù?
Non sembra proprio, se l’autorità ha preteso
di sottrarsi a ogni profezia,
al pari di quei gestori del sacro
che vogliono carta bianca e così spadroneggiare.
Per entrambi la tua risposta indica la via maestra
di riconoscere solo Dio come assoluto
demitizzando ogni Cesare,
le sue monete ed ogni altro potere
che non sia per il servizio dell’uomo. (GM/16/10/05)

Vangelo di Matteo (22,15-21) - Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi. Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E' lecito o no pagare il tributo a Cesare?”. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: “Di chi è questa immagine e l'iscrizione?”. Gli risposero: “Di Cesare”. Allora disse loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. A queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono.
Isaia (45, 1-6) - «Così parla il SIGNORE al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni … Io camminerò davanti a te, e appianerò i luoghi impervi; frantumerò le porte di bronzo, spezzerò le sbarre di ferro; … Per amor di Giacobbe, mio servo, e d'Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho designato, sebbene non mi conoscevi. Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro; fuori di me non c'è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscevi, perché da oriente a occidente si riconosca che non c'è altro Dio fuori di me. Io sono il SIGNORE, e non ce n'è alcun altro».
15/10/2005
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