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Mare forza 2010. Il nuovo anno è iniziato all'insegna delle mareggiate nei paesi rivieraschi

BELVEDERE MARITTIMO - Una violenta mareggiata ha colpito Belvedere Marittimo già dalla tarda serata del primo gennaio. Ad essere interessato è il tratto del litorale che si affaccia sulla marina. Onde alte più di 3, 4 metri hanno colpito il lungomare e alcune strutture private provocando considerevoli danni. La furia delle onde ha investito anche la clinica Tricarico e altre civili abitazioni che si trovano a ridosso della battigia. Già dalle prime ore del mattino operatori comunali hanno provveduto a delimitare alcune zone, specialmente quelle che portano alla darsena dove le onde hanno fatto sentire la loro forza.

Il primo cittadino di Belvedere Marittimo, Enrico Granata, ha immediatamente allertato gli organi competenti, polizia municipale e forze dell'ordine, recandosi sul posto già dalle prime ore del mattino. "Abbiamo avuto una serie di problemi - ha spiegato il primo cittadino - a causa della mareggiata che sta interessando il nostro territorio. Le onde sono arrivate a toccare strutture pubbliche come il lungomare e strutture private, nello specifico la clinica Tricarico che ha registrato dei danni significativi. Così come alcune case private che si trovano nelle vicinanze del tratto antistante la costa. Stiamo intervenendo tempestivamente per arginare in parte i danni. Speriamo che ora il mare non aumenti la sua forza e che il moto ondoso rallenti in modo considerevole: siamo in una situazione molto critica che potrebbe creare problemi ancora più grossi per quanto riguarda anche altre abitazioni e strutture comunali".

Ma la cronaca delle conseguenze delle mareggiate non si ferma soltanto alla cittadina del medio Tirreno cosentino, infatti tutti i comuni rivieraschi fanno la conta dei danni causati dai flutti. A Santa Maria del Cedro si parla di interi fabbricati invasi dalle onde, a Scalea il mare ha inondato il lungomare ricoprendolo di sabbia come se avesse voluto nuovamente creare la spiaggia di alcuni decenni fa. Non sta messa bene neanche Tortora Marina che già da tempo è esposta all'azione di progressivo avanzamento del mare che ormai staziona costantemente a poche decine di metri dalle case, nonostante i tentativi di arginarlo con progetti costosi e spesso inconcludenti.

Adesso, secondo una consolidata tradizione, assisteremo alla sequela di lamentazioni, con l'elenco dei danni e la richiesta di interventi pubblici per porre riparo e proteggere coloro che hanno voluto costruire sulla spiaggia, dove normalmente non si sarebbe mai dovuto. E dato che siamo ormai in campagna elettorale per le regionali, non ci meraviglierà neanche la risposta dei politici di turno: lunghe processioni con solenni promesse di finanziamenti, nuove barriere di blocchi di cemento; milioni di euro buttati a mare.

E' la replica del solito vecchio e brutto film!

Pio G. Sangiovanni
03/01/2010
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