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ITALIA
07/09/2010

Solo la Repubblica Slovacca dietro di noi. Gli insegnanti sono pagati meno della media, soprattutto ai livelli più alti di anzianità di servizio. Studenti inchiodati sui banchi di scuola per ore e ore ma con poco o scarso rendimento
(AGI) - Roma, 7 set. - L'Italia investe poco e male nell'istruzione: una spesa pubblica tra le piu' basse tra i paesi industrializzati, insegnanti tra i peggio pagati e un rendimento scarso rispetto alle eccessive ore passate sui banchi dagli studenti. La fotografia impietosa, ma attesa, arriva dall'Ocse che nel suo ultimo rapporto sull'Istruzione presentato a Parigi non manca dal registrare che il Paese e' comunque risalito nella classifica soprattutto per quanto riguarda i giovani laureati, in rapidissima ascesa del 5% l'anno rispetto a dieci anni fa.
05/09/2010
di Maurizio Tiriticco
ITALIA SCUOLA - Leggo su "ItaliaOggi" del 31 agosto (pag. 31) che il trend di femminilizzazione del nostro corpo docente è ormai irreversibile: il 100% nella scuola per l'infanzia; il 96% nella primaria, il 78% nella media, il 64% nel secondo ciclo; e tende ad aumentare. Il maestro elementare di un tempo è ormai definitivamente scomparso, forse anche perché i maschi non hanno mai avuto un debole per l'insegnamento. Fin dalla nascita della nostra scuola - siamo nel 1861 - i maestri patentati dal Comune erano pochi in quanto lo stipendio era basso e le classi elementari, soprattutto le prime due obbligatorie, assai numerose, anche oltre i 40 alunni; la preparazione di maestri, e delle maestre, era improvvisata e le punizioni corporali erano all'ordine del giorno.
01/09/2010
di Maria Mantello, Micromega
Per il 140° anniversario della Breccia di Porta Pia sembrerebbero profilarsi celebrazioni istituzionali con la partecipazione e supervisione del Vaticano. Strano modo per ricordare (o giusto modo per far dimenticare) il 20 settembre 1870, quando «l'Italia rientrò in Roma» e il giovane Stato liberale dichiarava decaduto il potere temporale della Chiesa e proclamava Roma capitale.
Da un dettagliato articolo di Orazio La Rocca (La Repubblica, 27 luglio 2010) abbiamo appreso che da molti mesi il Sindaco di Roma e la Curia vaticana stanno lavorando per «celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere». Il giornalista aggiunge anche che «secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia - a "suggerire" al Campidoglio di arrivare a una commemorazione "condivisa" con la Santa Sede».
01/09/2010
di Arturo Meli (LIBERTA' E GIUSTIZIA)
SHOPPING ITALIA - C'è una vecchia pubblicità che il tormentone politico ha di nuovo reso attuale. Aveva per protagonista Sofia Loren, e si chiudeva con un suo ammiccante invito: "Accattateville, accattateville..". Ecco, è quello che Berlusconi sta facendo, con una campagna acquisti che gestisce direttamente, secondo una logica aziendal-militare, per riportare a casa ogni figliol prodigo che si è lasciato sedurre da Fini. Naturalmente, all'esterno, questo si cerca di non farlo apparire Si sparge camomilla. E la Lega dà una mano, dopo che ha posto il veto all'ingresso dell'Udc nel governo, concedendo in cambio di congelare il ricorso alle elezioni anticipate. Anzi, Bossi ha messo in campo i suoi "mediatori". E a questo punto le abbiamo viste tutte: anche la "diplomazia padana". Magari affidata alle semplificazioni dialettiche del ministro Calderoli, quello che portava un maiale al guinzaglio a Lodi, per inquinare il sito prescelto per l'edificazione della moschea.
29/08/2010

di Pio G. Sangiovanni
ITALIA DEI DIRITTI - Lascia a dir poco sconcertati l'uscita infelice del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha candidamente sostenuto che la sicurezza nei luoghi di lavoro sia "un lusso che non possiamo permetterci". È un fatto molto grave rispetto al quale non si può minimizzare e a nulla vale il tentativo di chiarimento fornito dalla portavoce del super ministro che si è affrettata a ridimensionare la portata dirompente di quelle affermazioni sostenendo che "Tremonti si riferiva alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all'obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale". Una interpretazione abbastanza sibillina che non chiarisce proprio niente e, anzi, allunga un'ombra sulla considerazione che si ha rispetto all'Unione Europea e alle norme in vigore che rappresentano un autentico baluardo in difesa del diritto alla sicurezza e alla vita per tutti quelli che lavorano o che frequentano qualsiasi luogo aperto al pubblico, come può essere una scuola.
28/08/2010
di Maurizio Tiriticco
ITALIA SCUOLA - In Germania è nato un movimento ("la Repubblica" del 23 u. s.) che sostiene che insegnare ai bambini a scrivere con la penna non ha più senso, stante il fatto che ormai fin da piccoli si è soliti usare la tastiera del computer o dei cellulari! Non entro nel merito della questione, anche perché una semplice informazione giornalistica non è sufficiente a dar ragione di una scelta, ma la proposta mi suggerisce comunque alcune riflessioni, anche perché nelle nostre scuole sono ormai pochi gli insegnanti che si adoperano perché i loro alunni scrivano non solo correttamente, ma anche con una grafia leggibile.
28/08/2010
Riportiamo da Ilfattoquotidiano.it la lettera di un professore precario, che come molti in questi giorni si trova alle prese con le nomine ridotte a causa dei tagli del governo:
La soluzione finale
ORE 7. La sveglia del cellulare annuncia implacabile che il C-DAY è arrivato. Si tratta della più temuta delle calamità sociali, capace di spegnere un’estate, di spappolare il cervello, di farti uscire fuori dalla grazia divina. Si tratta del giorno delle convocazioni.
Non a caso la suoneria prescelta è The End. Non a caso la sveglia trova il precario con gli occhi spalancati e la mente avvolta nel mantello di piombo dei pensieri. Nulla è casuale. E’ il frutto di una strategia abile e accorta: la soluzione finale del problema dei prof precari.
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