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Scatta la mobilitazione per la libertà di stampa e contro l'autoreferenzialità dei politici

"A B U S O D I P O T E R E" - "I talk show, e in particolare quelli della sinistra, hanno fatto abbassare il livello di apprezzamento che hanno i cittadini italiani della classe politica". Così Silvio Berlusconi, a conclusione di una giornata di contestazioni per la decisione della Vigilanza di sbarrare la strada alle trasmissioni di approfondimento politico 30 giorni prima delle elezioni". "Se ancora ci fosse stato qualche dubbio - risponde Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, l'intervento del presidente del consiglio, nonche' monopolista del settore, rende ancora piu' esplicito chi sia stato il mandante e chi sara' il beneficiario delle disposizioni bavaglio. Non a caso, mentre si invoca il bavaglio per alcune trasmissioni, si e' consentito ad alcuni candidati del centrodestra di imperversare a reti unificate in modo tale da godere di un eccezionale vantaggio che non sara' piu' ripristinato da nessun regolamento e da nessuna misura compensativa". 

Il segretario dell'Usigrai Carlo Verna conferma 'una giornata di sciopero dei giornalisti Rai contro il regolamento sulla par condicio. Le procedure sono state avviate e la giornata di sciopero cadra' non prima di quindici giorni secondo la legge sul servizio pubblico'. 'Non sara' l'unica iniziativa -annunciano Verna e il presidente dell'Fnsi Roberto Natale - si puntera' anche a coinvolgere i cittadini in una forma di protesta simile a quella del 3 ottobre, giornata per la liberta' di stampa'.

Conduttori Rai in rivolta contro il regolamento. "Siamo di fronte a un abuso di potere - ha affermato Michele Santoro - la Vigilanza deve regolamentare le tribune elettorali e dare indirizzi, non può trasformarsi in una sorta di superdirettore che ti dice in che modo fare le trasmissioni, con quali ospiti e quali regole". In ogni caso, dal momento che la sostituzione dei talk show con le tribune porterà a un prevedibile calo di ascolti, "ne beneficerà ancora una volta Mediaset", accusa il conduttore di Annozero, "che è in affanno, almeno con le sue reti complementari, Italia 1 e Rete 4". Lucia Annunziata ha parlato di misure "a fortissimo rischio di illegittimità" e ha sollecitato i vertici Rai a richiedere un parere legale sull'argomento e a fare appello contro il Regolamento. "Noi non siamo vittime di niente - ha detto, sono pienamente delegittimati il direttore generale, il Consiglio di amministrazione e il presidente". "Sono troppi tre livelli di controllo politico sulla Rai", ha osservato Roberto Natale, presidente della Fnsi, facendo riferimento ai metodi di elezione del Cda, dell'Authority e della stessa Vigilanza, tutti dipendenti da decisioni politico-parlamentari. Per Natale la decisione è un segnale di "democrazia autoritaria. Ci aspettiamo - ha aggiunto - una presa di posizione dei vertici Rai". Giovanni Floris pone l'accendo sulla bulimia dei partiti, Riccardo Iacona e Milena Gabanelli vedono rischi concreti anche per il futuro delle inchieste che sovente sconfinano nell'ambito politico. Assenti Bruno Vespa e Gianluigi Paragone, che pure si sono espressi contro. Vespa giudica grave l'azzeramento dei programmi di approfondimento ma spera in una possibile mediazione. Paragone boccia tout-court la par condicio.
Santoro, infine, riassume la questione cosi': si tratta di un grave abuso di potere senza basi legali. In piu' si profila la sospensione del servizio pubblico e si agisce nell'interesse della concorrenza. Chi ci guadagna?, chiede: 'Vedo riaffacciarsi il fantasma del conflitto di interessi'.

'Puo' una norma regolamentare violare un norma di legge? domanda il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo. "Lo chiedo con garbo al presidente Zavoli e alla Commissione parlamentare di vigilanza. La legge n.28 del 22 febbraio del 2000 che disciplina la cosiddetta par condicio all'articolo 2 comma 2 stabilisce con chiarezza che le disposizioni per i 'programmi di comunicazione politica' non si applicano ai 'programmi di informazione'. L'articolo 6 del regolamento approvato dalla Vigilanza al comma 4 stabilisce invece l'esatto contrario quando afferma che 'le trasmissioni di informazione a partire dal decorrere del termine ultimo per la presentazione delle candidature, sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica'. Pongo, infine, un quesito al presidente della Rai: puo' la Rai applicare una norma regolamentare in aperta violazione di una norma legge'? E' quanto afferma, in una dichiarazione sul regolamento per la par condicio,

"Chi e' l'assassino?" Si domanda Carlo Rognoni, responsabile per il Pd del Forum sulla riforma del sistema radiotelevisivo. "Chi - restando nell'ombra - ha deciso di uccidere 'Porta a porta', 'Annozero', 'Ballaro', 'In mezz'ora?'. Con la scusa della imminente campagna per le elezioni regionali, la Commissione di vigilanza ha preso una decisione inqualificabile e senza precedenti: proibire importanti trasmissioni di informazione della Rai. Non ci vuole Sherlock Holmes per scoprire che dietro questa assurda decisione c'e' proprio lui, il presidente del Consiglio, che ha dato via libera ai suoi parlamentari affinche' si assumessero la responsabilita' di chiudere la bocca all'informazione, non importa se equilibrata e plurale. E che stasera, davanti a Bruno Vespa, ha definito le trasmissioni scomode dei 'pollai' da chiudere per una questione di 'decoro'. L'occasione per zittire voci che rischiavano di essere incontrollabili e' stata presa tanto piu' facilmente dal momento che si poteva far finta di addossare la colpa ai radicali. Peccando di ingenuita', con la voglia di vendicarsi delle grandi forze politiche che in tv sono privilegiate rispetto ai piccoli partiti, il consigliere radicale si e' schierato dalla parte sbagliata. C'e' modo di rimediare a quello che si sta rivelando anche come un danno economico per la Rai? Mi auguro che il cda dell'azienda reagisca. Chieda un incontro pubblico in Vigilanza. Sappia difendere l'onore e l'interesse del servizio pubblico. Almeno ci provi!".

'Un colpo di mano della destra, che purtroppo si e' trovata la strada spianata dal relatore Beltrandi, ha incredibilmente spazzato via talk show e programmi di approfondimento. Le compiaciute dichiarazione di Silvio Berlusconi disvelano la portata di quanto accaduto. E' augurabile che gli amici radicali vogliano prenderne atto': questo il commento di Vincenzo Vita (Pd), componente della Vigilanza Rai, sul regolamento per le elezioni regionali approvato ieri sera dalla Commissione. 'La riunione della Vigilanza e' stata una pagina nera - aggiunge Vita -. Sono passati punti assolutamente gravi e discutibili sotto ogni profilo. In particolare, si e' ridotto lo spazio nella prima fase della par condicio delle forze meno grandi. Sbagliato e contrario alla stessa legge 28 del 2000 che, peraltro, in caso di dubbi interpretativi, prevale ovviamente sul regolamento'. 'Bene ha fatto - conclude l'esponente del Pd - il presidente della commissione vigilanza Sergio Zavoli a intervenire su quanto e' successo. Anche su questo aspetto e' bene ricordare che un regolamento non puo' travalicare principi di liberta' tutelati dalla articolo 21 della Costituzione italiana. Ed e' importante che la Federazione nazionale della stampa e l'Usigrai abbiano preso una posizione netta'.

Fonte: Articolo21.org
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11/02/2010
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