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Giovedì
26/11/2020
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Superando ogni discussione e paura

LA LOCANDINA - Il Vangelo di questa domenica ci presenta l'incontro di Gesù con due donne. Una di esse è guarita da una malattia considerata dalla cultura dell'epoca fonte continua di peccato; l'altra è una ragazza riportata in vita, che ha appena dodici anni. Entrambe hanno un contatto con Gesù. La prima prende l'iniziativa di toccarlo furtivamente, perché la legge le proibiva di toccare chiunque; la ragazza è invece presa per mano da Gesù e risollevata in piedi. Facendo questo gesto, anche Gesù infrange uno dei tabù dell'epoca: toccare una donna e per giunta morta. Ma il Maestro non si fa questi problemi. Altre volte ha dichiarato di essere venuto a prendersi cura proprio dei malati e degli emarginati. Tra costoro c'erano all'epoca certamente le donne. La novità del suo gesto non è solo rivoluzionaria, ma esprime la grande libertà alla quale Dio, superando le nostre meschine discriminazioni, chiama tutti noi a seguire il suo esempio.

13^ Domenica dell'anno (B) 2006
Una donna guarisce all'istante
toccando il tuo mantello
e ad una bambina già morta
presa per mano da te si risolleva in piedi.
Non hai paura di contagiarti
né col sangue né con la morte,
come i tanti che ti circondano
e ti deridono, quando parli
della morte come un sonno.
Tu vuoi essere salvezza e libertà per tutti,
anche per le donne, superando millenni
di emarginazione cui
gli uomini le hanno condannate.
Maestro davvero straordinario,
afferra allora anche queste nostre mani,
di uomini o di donne che siano,
e sollevaci fino all'altezza del tuo sguardo,
perché dai tuoi occhi ci raggiunga
il bagliore della vita che non disprezza,
ma accoglie ed ama come sai fare tu. Amen! (GM/02/07/06

Vangelo di Marco (5,21-43) - "In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita».
E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male». Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?».
Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!». E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare".
29/06/2006
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