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26/11/2020
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Corpus Domini: la centralità del dono che Gesù fa

LA LOCANDINA - Nella festa di oggi celebriamo la centralità del dono che Gesù fa di se stesso nei segni del pane e del vino, perché attraverso di essi realizziamo la comunione: tra noi e con Dio. Un ottimo spunto ci è offerto dal Concilio Vaticano II, dove troviamo scritto, a proposito delle nostre comunità, che in esse «anche se spesso piccole e povere o viventi nella dispersione, è presente Cristo, per virtù del quale si raccoglie la chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Infatti “la partecipazione al corpo e al sangue di Cristo altro non fa che trasferirci in ciò che assumiamo”» (Lg 26, che richiama S. Leone Magno [Serm.63]). Con l’eucaristia diventiamo partecipi dell’eternità, perché partecipiamo della divinità di Gesù. L’unione di tanti alla stessa vita di Gesù è strettamente correlata all’unione tra noi. Anche per questo l’eucaristia è strumento e compimento della comune-unione, di ciò che chiamiamo, appunto, comunione.

Corpo e Sangue del Signore (B) 2006
Ci sentiamo tutti stretti intorno a te,
o Gesù, come nell’ora in cui
raccogliesti i discepoli
per il tuo gesto estremo.
Con esso, dando tutto te stesso,
ti offrivi come pane e come vino,
cibo e bevanda con i quali
volevi per sempre restare in mezzo a noi
e volevi che anche noi restassimo insieme.
È questa l’eterna eredità promessa
e noi grazie a te la raggiungiamo
già ora su questa terra.
L’eucaristia ci immerge nell’eterno
fin da ora e noi in essa ritroviamo
la strada che accostandoci a te
ci ricongiunge ad ogni sogno
d’umana fraternità anche su questa nostra terra. (GM/18/06/2006)

Lettera agli Ebrei (9,11-15) - "Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d'uomo, cioè, non di questa creazione, è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue … Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l'eterna eredità promessa".
Vangelo di Marco (14,12-16.22-26) - "Il primo giorno degli Azzimi, quando si sacrificava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a prepararti la cena pasquale?» Egli mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo; dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli?" Egli vi mostrerà di sopra una grande sala ammobiliata e pronta; lì apparecchiate per noi». I discepoli andarono, giunsero nella città e trovarono come egli aveva detto loro; e prepararono per la Pasqua… Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio». Dopo che ebbero cantato gli inni, uscirono per andare al monte degli Ulivi".
16/06/2006
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