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Chi riconosce i suoi limiti fa già parte del Regno

Carissimi amici, il più cordiale saluto dall'eremo delle Sarre, anche da coloro che compongono la nostra comunità internazionale di questi giorni: don Paolus, indonesiano; Chassi e Gabriel indiani; Christoph, tedesco; Biagio Moliterni e e altri tortoresi che si aggiungono a noi durante il giorno. Vi allego le news della Pax Christi Italiana. Ci sono informazioni utili e inviti a vari incontri estivi. Da parte mia vi segnalo quello di Rossano Calabro (8-15 agosto) a S. Maria delle Grazie, dal titolo L'ASSOLUTO AMORE:DIO E L'UOMO NELLA BIBBIA, NELLE RELIGIONI, NELLA COSCIENZA. Ci sarò anch'io e in questo contesto riproporrò il tema delle religioni, delle quali parlo nel libro che sarà presentato a Tortora giorno 19 p. v. Arrivederci, allora, DG

LA LOCANDINA - La parabola del seminatore, che apre le parabole del Regno, merita un'attenzione particolare. È in gioco la nostra comprensione e soprattutto la nostra risposta alla proposta di Gesù. I tre modi di fruttificare sono l'alternativa alle tre situazioni negative rappresentate dalla strada, dai sassi e dalle spine. In ordine le interpreterei così. Il seme caduto lungo la via e beccato dagli uccelli rappresenta la volubilità di chi si affida all'ultimo arrivato, all'idea più aggiornata, alla moda più strillata. Il seme caduto nel terreno con i sassi rappresenta la superficialità di chi si accontenta di sensazioni e di emozioni, di chi si stanca prima ancora di aver seriamente iniziato il lavoro, di chi trova sempre motivi di biasimo negli altri, raramente o mai in se stesso. Il seme caduto tra le spine rappresenta la fragilità di chi si lascia sopraffare da tutto ciò che costituisce preoccupazione e angoscia, dubbio e apprensione per il presente e soprattutto per il futuro. Sorpresa finale: il seme caduto nel terreno buono rappresenta non chi leggendo la parabola e questo commento ha pensato che tutto ciò non lo riguarda, perché è solo per gli altri, ma chi ha pensato che, in una maniera o in un altra, indica proprio lui e le sue difficoltà a far fruttificare la Parola di Gesù. Solo chi riconosce davvero i suoi limiti fa già parte del Regno di Dio e si apre all'ascolto delle altre sue parabole.

15^ Domenica (A) 2005
Tre semine fallite e tre terreni produttivi.
Seme divorato dagli uccelli accorsi a stuolo,
come avvoltoi a divorarti dentro
ciò che avevi udito:
Parola a noi sottratta più che da maestri
da illusorie promesse di saporosi frutti.
Seme bruciato ancora da quel sole
che è come la tua arsura: voglia di rapporti autentici
che incontra calcarea indifferenza
o superficiali emozioni.
Spine che si moltiplicano a soffocare
la richiesta di una qualità di vita
che a nessuno sembra più concessa.
E tuttavia in silenzio è scesa
la stessa Parola e in molti è andata più in profondo.
Fruttifica a vario titolo in questo quotidiano
e come frumento e pane sembra
la cosa più naturale di questo mondo.
Anche questo è regno di Dio
che si è già è cominciato sulla terra. (GM/10/07/05)

Vangelo di Matteo (13,3-9) – “Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda».

Profeta Isaia (55,10-11)
“Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare, così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l`ho mandata”.
07/07/2005
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