Accedi oppure Registrati
Prima pagina Notizie Articoli Foto Dizionario dialettale Abystron teche Sostienici

dove
Direttore: Pio G. Sangiovanni Credits | Privacy
17:43
Lunedì
26/10/2020
Traduci English Français Español Deutsch Portuguese
Sei in /Rubriche/La Locandina/Luglio/XVI Domenica (a)

Discernere la cattiva erba dal grano buono

LA LOCANDINA - Tra le parabole del Regno di Dio, la parabola della zizzania colpisce innanzi tutto per il fatto che la cattiva erba si confonde con il buon grano, almeno fino a un certo punto del suo sviluppo. Anche noi non sempre siamo proprio in grado di sapere con esattezza se ciò che progettiamo, facciamo ecc. sia proprio tutto buon grano. E il nemico? A parte l’interpretazione abituale, che però rischia di offrire un "maligno" di comodo, su cui scaricare sempre le nostre deficienze, sembra ugualmente sostenibile quella che vi vede soprattutto di un'ambiguità che ci è connaturale e con la quale viviamo, ma che tuttavia dobbiamo imparare a discernere e superare.

16^ Domenica dell’anno (a) 2005
Seme buono e zizzania,
tanto simili da pianticelle,
le distinguerai solo quando saranno cresciute…
male e bene, odio e amore
germogli di pace e di guerra
si confondono all’inizio
e tuttavia potrai riconoscerli dai loro frutti.
Il regno di Dio lascia spazio a tutti,
perché ciascuno abbia la possibilità
di crescere e anche di cambiare
per non finire nel fuoco di una vita
e di una morte senza senso
e senza approdo. (GM/17/07/05)

Vangelo di Matteo (9,9-13) - “Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori? ». Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Libro della Sapienza (12, 18-19) - Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza; ci governi con molta indulgenza, perché il potere lo eserciti quando vuoi. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza perché tu concedi dopo i peccati la possibilità di pentirsi.
15/07/2005
Bookmark and Share
Ascolta con webReader

 


0 commenti.

Per visualizzare lo spazio commenti è necessario accedere al sito.

Accedi
Nome utente
Password
 
 
Registrati | Recupera dati