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Scuola Verbicaro. Sulla scelta dell'Amministrazione Spingola resta acceso il dibattito

VERBICARO - Cinque classi di scuola primaria da qui a breve potrebbero essere trasferite dall'edificio in via Mancini al plesso sito in via Molinella. Lo stabilisce una delibera di Giunta del comune di Verbicaro, rispetto alla quale il consiglio dell'istituto comprensivo ha espresso "sconcerto e disapprovazione". Secondo il suo presidente, Michel Cirelli, la scelta dell'amministrazione a guida Spingola, giustificata da motivi economici e organizzativi, in quanto "plessi divisi creano disfunzioni nell'organizzazione complessiva e sulla didattica", causano "diseconomie" e la formazione delle pluriclassi, merita più di una considerazione.

Innanzitutto, la sopravvivenza del plesso Pantano può essere garantita da un numero abbastanza elevato di alunni, 38 delle materne e 57 delle elementari, per un totale di 95 bambini, ben al di sopra del numero richiesto dall'attuale normativa, che si attesta sui 50 alunni. Il trasferimento potrebbe comportare l'accorpamento delle classi, che saranno quindi composte da un numero più elevato di alunni, - meno classi, quindi, ma più numerose - costretti perciò a sopportare un disagio didattico, scrive Cirelli, in quanto, avendo iniziato un percorso di formazione con determinati compagni di classe e determinati docenti, dovranno adattarsi a nuove situazioni (compagni diversi, cambio dei docenti), perdendo quella continuità didattica che, da sempre, viene considerata un punto di forza per un insegnamento efficace.

L'edificio in cui avverrebbe il trasferimento ospita già scuole medie a indirizzo musicale, e il timore è anche quello che, venendo a mancare gli spazi necessari, questo e altri progetti laboratoriali potrebbero esserne compromessi. "I finanziamenti ministeriali destinati per l'arricchimento dell'Offerta Formativa e per l'acquisto di materiale didattico - sostiene il presidente del consiglio d'istituto - saranno decurtati poiché sono assegnati anche in relazione al numero dei plessi e al numero del personale in organico dell'istituto che per effetto di tale operazione subirà un decurtamento di circa 7 unità. Anche la programmazione dei futuri progetti con finanziamenti europei subirà una limitazione dovuta alla diminuzione dei plessi (per esempio, la fornitura di computer o altre attrezzature è proporzionale anche al numero dei plessi)".

Vista la materia controversa, abbiamo ascoltato anche la voce del sindaco, Felice Spingola, il quale ha sostenuto che l'amministrazione comunale che guida non ha affatto "chiuso la scuola" a Verbicaro, come si paventa, ma semplicemente un plesso, quello in via Mancini, perché quello sito in via Molinelli risulta sottoutilizzato. Una semplice e opportuna razionalizzazione, quindi, che in tempi di vacche magre per i Comuni è quasi una tappa obbligata, normative a parte. Ma anche la volontà di rifunzionalizzarlo, adibendolo a casa di riposo per anziani, dal momento che, ad oggi, una quindicina di verbicaresi è ospite dei vari istituti della provincia, con un conseguente danno economico per le famiglie e difficoltà a vari livelli per gli stessi anziani.

Il sindaco Spingola respinge l'idea che all'esterno ci si possa fare del suo operato in materia di scuola: "Voglio solo dire che questa amministrazione ha speso per ammodernare i servizi agli studenti (mensa, scuolabus nuovo, banche nuovi ecc. ) più di quanto l'amministrazione che ci ha preceduto ha speso nei dieci anni in cui ha guidato il paese - ha affermato - ed inoltre sono stati effettuati, ed un altro inizierà prossimamente, interventi diretti alla messa in sicurezza degli istituti. Questo a dimostrazione del fatto che l'amministrazione di Verbicaro considera la scuola prioritaria nella spesa pubblica comunale nell'interesse degli studenti. Una lettura attenta di quanto scritto dai docenti denota invece un approccio corporativo al problema, fuori dalla storia e, soprattutto, non mette prioritariamente gli interessi degli studenti al centro del ruolo istituzionale cui la scuola è preposta".

Nella delibera ricusata dal presidente del consiglio d'istituto, la Giunta comunale mette in evidenza il fatto che la scuola primaria finora è stata divisa tra due plessi per esigenze storiche precise, il paese fino a qualche tempo fa era suddiviso in due zone, una antica, l'altra di più recente edificazione. Adesso però lo sviluppo urbanistico di Verbicaro non segue con la stessa precisione queste due direttrici; inoltre, il calo di natalità creerebbe già nel prossimo anno scolastico la necessità di avere una sola classe in un solo plesso al fine di evitare le pluriclasse. Per questi motivi, secondo il sindaco Spingola e la sua maggioranza, è preferibile avere un solo plesso, con il conseguente risparmio in termini di consumi e di manutenzione, con vantaggi anche sull'organizzazione e sulla gestione dei trasporti scolastici, che possono essere organizzati con una sola linea anziché due e con orari unificati.

L'edificio in via Molinelli è di più recente costruzione, vi si arriva più agevolmente e ha spazi maggiori. Una faccenda delicata, quindi, perché chiudere un plesso, così come peraltro il precedente governo dettava legge, comporta una serie di disagi che sono didattici, ma non solo. Occorre assicurare, infatti, un trasporto efficiente, l'entrata e l'uscita da un unico edificio di alunni di diversa fascia di età, occorre garantire un sistema mensa altrettanto funzionante, occorre fare in modo che gli spazi siano effettivamente sufficienti e fruibili per ogni attività programmata, anche non curriculare, occorre "accompagnare" i bambini nel percorso di integrazione in un luogo nuovo, in una classe nuova, con compagni e insegnanti spesso nuovi. Si scongiura, è vero, la formazione di eventuali pluriclassi, ma si rischia di mettere in pericolo il rapporto scuola - ambiente circostante, che fa, specialmente dei plessi di montagna, un'aula aperta al territorio. Infine, si elimina quello che una scuola può rappresentare a volte in un piccolo paese, l'ultimo presidio. D'altro canto, però, è pure innegabile che gli alunni collocati in plessi isolati sono spessi relegati in condizioni di isolamento culturale, con scarse relazioni sociali e stimoli, cose di cui potrebbero avvantaggiarsi se inseriti al contrario in un contesto più ampio e diversificato.

Insomma, un bel decidere! E un altro argomento sul tavolo della diatriba politica: attenzione, però, che le scelte si facciano in maniera oculata da entrambe le parti, senza partigianerie esasperate né chiusura rispetto alla possibilità di discuterne insieme con la cittadinanza.

Tania Paolino
30/01/2012
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