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Un porto "monstrum" minaccia Scalea. Appello del Comitato per la Bellezza

SCALEA - Da Vittorio Emiliani, del Comitato per la Bellezza, riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente l'appello contro la realizzazione del porto turistico di Torre Talao a Scalea

«La cinquecentesca, aragonese Torre Talao domina la piana di Scalea. Il mare l'ha circondata per secoli, trasformandola in baluardo contro le incursioni dei pirati saraceni. Ma il pericolo ora viene da terra: progetti megagalattici, un porto turistico con barriere a mare alte 6 metri e con strutture che si allargheranno sino a trasformare completamente il litorale, con un impatto disastroso sull'ambiente. Ci sarà un'altra torre, stavolta tutta di cemento, che minaccia di oscurare quella antica e che controllerà un porto da 510 posti barca, più yachting club, centro commerciale e attrezzature di servizio.

Tutto sembra fatto e ormai deciso. C'è stata una gara nel 2007, indetta dal Comune di Scalea e la società che l'ha vinta, subito ha ampliato il progetto originario (che prevedeva un porto con poco più di 300 barche e una concessione di 30 anni), raddoppiando in sostanza il numero degli attracchi e portando a 90 gli anni della concessione. Per rendere affascinante la nuova struttura, che scaverà la terra attorno al promontorio, trasformandolo in un'isola circondata dal mare e che avrà ai fianchi le dighe di cemento, i progettisti si sono rifatti alle immagini del luogo (come si presentava la Torre agli inizi del ‘900).

Che fine faranno le grotte del periodo paleolitico, scavate da archeologi dalla metà dell'Ottocento e che, sino al 1970, hanno restituito tanti oggetti lavorati dall'uomo di Neandertal abitatore di quel promontorio 30-40 mila anni fa? Lo scavo e la rimozione di quella terra che ha occluso e conservato parte di quei documenti primordiali, le cancellerà annullando la stessa memoria storica: uno scempio incredibile. Come è avvenuto dalla seconda metà del ‘900, quando la speculazione edilizia (pesantemente condizionata da ndrangheta e camorra) ha cementificato e stravolto la piana degli oliveti e degli agrumeti, facendo nascere un'altra città, con palazzoni enormi di cemento, una sorta di "Scampia 2" che si anima solo d'estate, portando la popolazione da 10.000 a 100.000 persone, senza fogne né discariche adeguate, così quasi tutto finisce nel mare.

Il nuovo porto turistico peggiorerà la situazione rischiando di far la fine di altre mastodontiche infrastrutture portuali rimaste incompiute o abbandonate per mancanza di richieste di attracco. Un grido d'allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dai cittadini di Scalea nel Convegno promosso dall'Associazione "Scalea 2020": nell'Italia del Sud, su ogni 100 posti solo un terzo viene utilizzato e in Calabria, nel tratto di costa (100 Km.) Praia-Vibo Valentia, la Regione ha approvato un sistema di 13 porti e approdi turistici con un'offerta di ben 5.000 posti barca che coprirà ampiamente, da solo, la richiesta rischiando di rendere inutile il megaporto di Scalea. Non solo (ed è questo il dato allarmante emerso dal Convegno) in Calabria sono stati realizzati, nell'ultimo trentennio, molti porti turistici, lontani dai grandi bacini d'utenza e pertanto poco sicuri, mal collegati, poveri di infrastrutture e di servizi. Porti che non hanno mai prodotto la ricchezza annunciata. Ed un po' lo scenario che si prospetta anche per Scalea, con la sua torre aragonese, la Torre Talao "recintata e circondata (avverte l'Associazione Scalea 2020) da un desolato, spoglio parcheggio di barche o, peggio ancora, da uno squallido e deserto cantiere abbandonato".

Il Comitato per la Bellezza fa appello al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alle Soprintendenze calabresi, a quanti ancora possono intervenire affinché venga scongiurato questo nuovo pesantissimo sfregio alla costa calabra, con un megaporto che si annuncia come l'ennesima colata di cemento: un autentico suicidio, anche sul piano turistico, in realtà».

Per il Comitato per la Bellezza
Vittorio Emiliani
Vezio De Lucia
Luigi Manconi
Paolo Berdini
Fernando Ferrigno

08/03/2012
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