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Cellule di muscoli e ossa da staminali embrionali

MONDO SALUTE - Cellule di muscoli e ossa da staminali embrionali. Lo studio di un italiano.Tiziano Barberi lavora allo Sloan Kettering Institute di New York, dove sono possibili le ricerche sulle cellule prelevate dagli embrioni umani.
Nuove, esaltanti speranze arrivano da una ricerca condotta sulle cellule staminali embrionali. E portano la firma, tutta italiana, di Tiziano Barberi che lavora all'istituto Sloan Kettering di New York. Barberi è lo stesso ricercatore che un anno fa aveva scoperto come isolare i neuroni dalle staminali embrionali umane.
Lo scienziato è infatti riusciuto a pilotare le cellule staminali contenute nell’embrione umano fino a farle diventare cellule progenitrici di muscoli, ossa, cartilagine e grasso. La scoperta rilancia, negli Usa, la ricerca su questo tipo di cellule staminali, autorizzata dal presidente George Bush nel 2001 con alcune limitazioni. I risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica PLoS Medicine, in cui si spiega come sia stata utilizzata una particolare tecnica basata su anticorpi specifici.
In particolare, i ricercatori del gruppo diretto da Lorenz Studer sono riusciti a isolare, tra le cellule embrionali, le progenitrici del mesenchima da cui hanno origine muscoli, ossa, cartilagine e adipociti. Ma per ottenere una verifica decisiva della validità del loro metodo, hanno utilizzato altre linee cellulari, grazie alla disponibilità di fondi privati.
"In tutti i casi - ha detto Barberi - abbiamo ottenuto risultati promettenti". Ora l'obiettivo ambizioso è quello di riuscire a utilizzare questa ‘fabbrica biologica’ per ottenere quantità di cellule umane utili per curare gravi malattie dei muscoli, come le distrofie. Ma la strada da percorrere è ancora lunga ed è necessario procedere a piccoli passi, invitano alla cautela i ricercatori. Intanto il prossimo passo sarà quello di verificare i risultati ottenuti ‘in provetta’ sui topi di laboratorio. Una cosa sembra essere certa, le cellule staminali adulte non sono riuscite a riprodurre gli stessi risultati, ha spiegato l’équipe coordinata da Barberi.
Che la ricerca sulle staminali embrionali sia destinata ad avere grandi sviluppi non ci sono dubbi: "I risultati piano piano stanno arrivando", ha osservato il ricercatore. "Adesso - ha concluso - la sfida è riuscire a controllare al 100% il potenziale di differenziazione di queste cellule. E' solo questione di tempo".

30/06/2005
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