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Otto marzo 2009, contro la violenza sulle donne e le discriminazioni sul lavoro

di Women in the city*

8 MARZO - Migliaia di donne, italiane e migranti, alle manifestazioni contro la violenza sulle donne, in nome della libertà femminile, organizzate in numerose città italiane, da nord a sud del Paese. A Roma, circa duemila le donne, e tra loro gruppi di rumene, di magrebine, di etiopi, di iraniane, che hanno partecipato al corteo promosso dall'Assemblea pubblica delle Donne del Venerdì che si ritrovano in via san Francesco di Sales. Denuncia della violenza contro le donne, a partire da quella domestica, rifiuto di ogni razzismo e di qualsiasi strumentalizzazione, diritto al lavoro e all'uguaglianza, i temi al centro degli slogan scanditi dal corteo romano che si è snodato da piazza del Colosseo sino a Campo dei Fiori, dove la manifestazione si è conclusa, verso il tramonto, sotto la statua di Giordano Bruno, fasciata da un grande striscione rosso con la richiesta di referendum propositivi, per una democrazia partecipata dal basso, con assemblee pubbliche anche via internet. Di violenza contro le donne, ha parlato ieri mattina anche il presidente della Repubblica, al Quirinale, in occasione del tradizionale appuntamento dell'Otto marzo, davanti ad una sala gremita di donne. La violenza sessuale contro le donne é un'infamia, a prescindere da quale sia la nazionalità del carnefice o della vittima, ha detto Giorgio Napolitano, e la Costituzione è e resta il quadro di riferimento per portare avanti "la causa delle donne in tutti i suoi aspetti".
E' grazie alla Costituzione, ha aggiunto Napolitano, che i "valori più preziosi per le donne" come l'emancipazione, la libertà, l'uguaglianza e il pieno riconoscimento dei meriti, sono diventati principi e poi diritti.

Le donne, ha sottolineato il presidente, "non sono solo vittime di violenze, stupri, molestie e vessazioni, ma anche di disparità di trattamento sul lavoro e da un punto di vista salariale.". E in un momento di crisi finanziaria ed economica come questo, "che dà segni piuttosto di ulteriore aggravamento che non di allentamento", "non possiamo non chiederci quanto rischi di essere particolarmente colpito il lavoro femminile: tema sul quale ancora non si vede concentrarsi abbastanza l'attenzione, la riflessione e l'impegno".

Oggi Otto marzo, moltissime le iniziative previste un pò dappertutto. Impossibile citarle tutte, è una rete fortissima e diffusa sul territorio che coinvolge collettivi e gruppi femministi e femminili, enti locali, comitati e coordinamenti pari opportunità, sindacati, associazioni di categoria. Comune denominatore, la lotta contro la violenza sulle donne, il rifiuto del razzismo, la parità sul lavoro e nella società. Per citare solo alcune delle iniziative organizzate per oggi, presidio femminista a Palermo, in piazza Politeama, promosso dal collettivo Malefimmine con lo slogan “Il nostro corpo non è un campo di battaglia”, “non esistono stupri etnici, ma stupri”; corteo ad Ancona di donne e bambini italiani e migranti, promosso dal Centro Interculturale Donne&Donne di Terzavia: si regaleranno mimose ai passanti, all’insegna della pace e del dialogo tra le diverse culture; inaugurazione a Lecce della Casa delle Donne, su progetto promosso dalla Libera Federazione Donne e sostenuto dalla Provincia. A Roma, l'appuntamento istituzionale è al teatro Brancaccio, con l'incontro "Dalla parte delle donne contro ogni tipo di violenza”, promosso dal Comune di Roma con il Ministero delle Pari Opportunità, e la partecipazione tra gli altri del presidente della Camera Gianfranco Fini, del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna, e della presidente della Commissione delle Elette del Comune di Roma Monica Cirinnà.

Mobilitazione anche tra le giornaliste. Il coordinamento Pari opportunità dell'Associazione Stampa Romana, con la coordinatrice Stefania Tamburello, promuove una riiflessione sulla professione e la carriera delle donne giornaliste, "Le età della professione". Si comincia al mattino con la proiezione del film "Due partite" di Cristina Comencini, e nel pomeriggio dibattito con la partecipazione di giornaliste della Tv e della carta stampata, sindacaliste, politologhe. Conferenza stampa, l'indomani lunedì 9 marzo, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa promossa dalla CPO FSNI coordinata da Lucia Visca, con CGIL, CISL, UIL e UGL sui diritti delle donne lavoratrici, verrà presentata la lettera inviata al presidente della Repubblica dai sindacati congiunti per chiedere l' attenzione ed il sostegno della massima carica dello Stato alla promozione di leggi che favoriscano l'uguaglianza uomo-donna.

* www.women.articolo21.com

08/03/2009
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