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27 gennaio: giorno della memoria, per non dimenticare

 

(dalla descrizione del video youtube)

Il genocidio degli ebrei, o Shoah, assume nel contesto della storia del Novecento un significato del tutto particolare per la pianificazione sistematica dello sterminio, per le crudeli forme di persecuzione, segregazione, deportazione e annientamento. Né va dimenticata la sua drammatica ampiezza: più di sei milioni di ebrei assassinati.

Il termine "Olocausto" comprende il periodo da quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, 30 Gennaio 1933, alla fine della guerra in Europa, 8 Maggio 1945, in questo periodo milioni di persone furono soppresse dalla follia razziale nei confronti degli ebrei e non solo.

Sapere di sicuro quante siano le vittime è difficile ma secondo le statistiche sono state circa 5.860.000 persone.
Se si tiene conto di tutte le persone che hanno perso la vita, uccise dall'odio nazionalsocialista oltre furono 10 milioni di persone.

Non solo gli ebrei furono assassinati e perseguitati ma tra loro vi erano: zingari, serbi, membri dell'intellighentia polacca, oppositori della resistenza di tutte le nazionalità, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, delinquenti abituali, o persone definite "anti sociali", come, ad esempio, mendicanti, vagabondi e venditori ambulanti. Le persone soppresse passarono per i campi di sterminio, campi di concentramento attrezzati per uccidere in massa.

Prima ancora che, il partito nazista, decise di avviare la cosiddetta "soluzione Finale" (Endl"sung), già molti ebrei erano morti a causa delle misure discriminatorie adottate contro di loro durante i primi anni del Terzo Reich,.

Secondi i nazisti ebreo era:
- chiunque, con tre o due nonni ebrei, appartenesse alla Comunità Ebraica dal 15 Settembre 1935, o vi si fosse iscritto successivamente;
- chiunque fosse sposato con un ebreo o un'ebrea al 15 settembre 1935 o successivamente a questa data;
- chiunque discendesse da un matrimonio o da una relazione extraconiugale con un ebreo al o dopo il 15 settembre 1935.

Coloro che avevano una parte di sangue ebreo, classificati come Mischlinge (ibridi) venivano ufficialmente esclusi dal Partito Nazista e da tutte le organizzazioni del Partito (per esempio SA, SS, etc.).

Se venivano arruolati nell'esercito tedesco, non potevano conseguire il grado di ufficiali. Inoltre agli Mischlinge era impedito di far parte dell'Amministrazione Pubblica e svolgere determinate professioni (alcuni Mischlinge erano, in ogni caso, esonerati in determinate circostanze).

Per evitare che gli "ibridi" continuassero a prodursi si pensò di sterilizzarli, ma ciò non avvenne per tutti.Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Mischlinge di primo grado rinchiusi nei campi di concentramento, furono trasferiti nei campi di sterminio.

L'unico modo per gli ebrei di sfuggire allo sterminio era quello di abbandonare l'Europa occupata dai tedeschi. Secondo i Nazisti, ogni ebreo doveva essere ucciso, invece per gli altri "crimini" le famiglie non venivano toccate. Di conseguenza, se una persona veniva eliminata o inviata in un campo di concentramento, non necessariamente tutti i membri della sua famiglia subivano la stessa sorte. L'odio dei nazisti contro gli ebrei nasce dalla loro distorta visione del mondo che considerava la storia come una lotta razziale.

Essi consideravano gli ebrei una razza che aveva lo scopo di dominare il mondo e, quindi, rappresentava un ostacolo per il dominio ariano. Secondo la loro opinione, la razza ariana, quella superiore doveva sopravalere sulle altre: di conseguenza, per loro era un preciso obbligo morale eliminare gli ebrei, dai quali si sentivano minacciati. Inoltre, ai loro occhi, l'origine razziale degli ebrei li identificava come i delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e considerati inferiori, la cui riabilitazione era ritenuta impossibile.
Un fattore che provocò questa loro distorta visione era la centenaria tradizione dell'antisemitismo cristiano, che propagandava uno stereotipo negativo degli ebrei ritenuti gli "assassini di Cristo", inviati del diavolo e praticanti di arti magiche. Altri fattori furono l'antisemitismo politico e razziale della seconda metà del XIX secolo e la prima parte del XX secolo, che considerava gli ebrei come una minaccia per la stabilità sociale ed economica. La combinazione di questi fattori scatenò la persecuzione, certamente nota a tutti i tedeschi e lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti che fu in qualche modo celato dagli stessi esecutori.

 

27/01/2009
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