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Il dialetto è rock. Bossi, Calderoli e tutti quelli che vogliono strumentalizzarlo, sono lenti

ORSOMARSO - Il dialetto è rock, Bossi e Calderoli sono lenti. È questo in sintesi il messaggio, fra il serio, l'ironico ed il provocatorio, emerso dall'iniziativa organizzata ieri sera a Orsomarso dall'associazione culturale Abystron e dedicata al lavoro di ricerca dialettale e di costruzione del dizionario orsomarsese al quale dall'inizio dell'anno sta lavorando un gruppo di ricercatori volontari coordinati da un comitato scientifico composto da docenti esperti ed appassionati della materia.
"Orsomarso racconta ... Viaggio tra memoria e dialetto", questo il tema della serata che ha fatto registrare una grande partecipazione di cittadini di Orsomarso e di moltissimi tra coloro che, residenti ormai stabilmente nelle regioni del centro-nord Italia, sono tornati in paese per le ferie estive. L'antica e raccolta piazza Municipio, nello scenario unico della maestosa torre dell'orologio, del palazzo baronale e della chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista, ha ospitato un nuovo evento dal forte sapore simbolico che ha colpito profondamente la sensibilità e l'immaginario collettivo di questa comunità, richiamando alla memoria voci, volti e suoni della storia del novecento di questo paese che non vuole dimenticare il proprio passato ma, anzi, lo custodisce gelosamente nel proprio cuore come un marchio indelebile.
Un patrimonio che l'associazione Abystron, presente attivamente a Orsomarso ormai da 15 anni, ha deciso di raccogliere per renderlo fruibile alle nuove generazioni riproponendolo anche attraverso il sito web www.abystron.org diventato ormai veicolo di informazioni e dialogo per gli orsomarsesi nel mondo e non solo. Il lavoro di ricerca paziente, appassionato e continuo che ha portato il sodalizio a raccogliere centinaia di immagini d'epoca, foto fornite spontaneamente dalla comunità orsomarsese, un vero e proprio archivio fotografico che racconta la storia del paese a partire dagli albori del Novecento e fino ai giorni nostri.
A questo lavoro importantissimo che è già in parte fruibile in un apposito settore del sito web che ha già superato i 147 mila visitatori, si è aggiunta da quest'anno la ricerca che ruota attorno al dizionario dialettale orsomarsese e, cosa ancora più interessante, il recupero, ascolto, trascrizione, traduzione in italiano e analisi delle registrazioni di racconti, fiabe e canzoni che furono effettuate a metà degli anni sessanta da una ricercatrice dell'Università di Pisa nell'ambito di un progetto realizzato a livello nazionale. Sono circa 12 ore di registrazioni con le voci originali di decine di donne e uomini di Orsomarso che raccontano e cantano nella lingua che conoscevano meglio, il dialetto, la vita e la storia dell'intera comunità tramandata oralmente di generazione in generazione. Ieri sera è stato proposto soltanto un assaggio di quello che rappresenta questo patrimonio davvero prezioso, con l'ascolto di una "parmarìa", una ninna nanna e un canto a due voci.
Preceduto da una breve presentazione e commento, l'effetto immediato dell'ascolto è stato di grande impatto emotivo suscitando l'attenzione totale di tutto il numerosissimo pubblico presente in piazza; adulti, giovani e bambini. Un lavoro appena iniziato che andrà avanti e già si prevedono nuovi appuntamenti ed incontri pubblici di approfondimento, confronto e dibattito.
Nel corso della serata Lucia Santelli, orsomarsese e socia Abystron che vive da anni a Milano con la sua famiglia, ma che torna frequentemente ad Orsomarso nel corso dell'anno, ha raccontato la propria esperienza di ricercatrice dei termini dialettali che l'ha portata a confrontarsi con la gente del paese scoprendo gli aspetti ed i momenti di vita di un popolo che stanno dietro ad ogni singola parola del dialetto orsomarsese. Ed è proprio questo che l'iniziativa di Abystron vuole costruire, non solo una ricerca arida di termini dialettali da tradurre in italiano, ma un modo per far rivivere uomini e donne che hanno vissuto la loro vita descrivendola con quelle parole.
Ma l'incontro con il dialetto è stato soltanto la prima parte, importantissima, della serata agostana organizzata da Abystron nella piazza di Orsomarso. Infatti poco dopo le ore 23 si è passati al momento musicale con l'esibizione dal vivo del gruppo musicale Rockabilly Blues Band che ha proposto un repertorio rock anni sessanta, anch'esso di grande effetto e che ha dimostrato di sposarsi benissimo con la tematica trattata precedentemente. Alla fine la logica conclusione ed il messaggio dell'intera serata: il dialetto è una cosa molto seria che è parte integrante ed insostituibile della Cultura Italiana e non può essere usata come strumento di gretta propaganda politica e demagogica di una qualsiasi parte politica, si chiami essa Bossi, Calderoli o altro, per creare le premesse e le giustificazioni per discriminare cittadini italiani o stranieri. "Il dialetto è rock, Bossi e Calderoli sono lenti".

Pio G. Sangiovanni
17/08/2009
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