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Confraternite ad Orsomarso

Le ricerche storiche di Abystron si sono imbattute in un documento del 14 giugno 1566, l’anno del Pontificato di Pio V e della Bolla della fondazione et Istituzione della Cappella del Santissimo Rosario e della sua Confraternita, al modo della Confraternita del Rosario di Roma nella Chiesa di Santa Maria sopra la Minerva, eretta e fondata in Orsomarso dentro la Chiesa del Santissimo Salvatore.
Tale facoltà era stata affidata al responsabile dell’Ordine di San Domenico in virtù d’un Breve di Pio V l’anno primo del suo Pontificato. Nel documento, conservato nell’archivio parrocchiale si legge inoltre che Sua Santità concede ai confratelli dell’uno e dell’altro sesso delle dette confraternite, che confessati e comunicati nel giorno della Santissima Annunciazione diranno devotamente il Rosario, Indulgenza plenaria e remissione di tutti i peccati. Ma nell’altre tre feste più principali della Beata Vergine, e cioè dell’Assunzione, Natività e Purificazione, dicendo similemente il Rosario, confessati e comunicati, indulgenza di dieci anni, et altre tante quarantene, e negli altri giorni dell’anno indulgenze di 40 giorni e quante volte devotamente nomineranno e invocaranno il nome di N. S. G. Cristo, e della B. V. M. L’anno successivo e precisamente l’otto maggio, un certo Ant.o Salomone di Ursomarso per parte sua e di cittadini di detta terra, domandò (…) d’essere fondato in Orsomarso Cappella e Confraternita obligandosi esso da parte di suoi cittadini a far la Cappella del Santissimo Rosario, assegnandoli il luogo e sito nella Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore (…) e di ciò se ne fece in Napoli nel suddetto giorno, publico istrumento, eleggendosi, nominandosi, e confermandosi per cappellano della cappella, e confraternita, il R. D. Nicola Rosso all’hora cappellano della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore. Il cappellano, oltre ad essere idoneo et approbato dall’ordinario sarebbe rimasto in carica a beneplacito dei confrati della confraternita della detta cappella e morendo, o essendo astante, li confrati devono nella cappella eleggere altre tante volte, quante sarà bisogno quale havrà da ricevere, e scrivere i nomi di confrati e ministranti i sacramenti admonire et assistere nelle cose spirituali, e divine secondo l’instituzioni dell’altre confraternite, (…). Avertendo, e dichiarando che la detta cappella non possa darsi in beneficio ecclesiastico, ma sia in dominio e potestà delli confrati dell’istessa confraternita (…).
Nell’anno poi 1578 a’ 15 di maggio il P. Procuratore, e Vic. dell’ordine di San Domenico con una sua Patente ad istanza della confraternita di Ursomarso approva, conferma, riceve, ammette et aggrega alla partecipazione di tutte le grazie, et indulgenze che si guadagnano dall’altre confraternite istituite nel loro ordine la cappella e confraternita del Santissimo Rosario in detta terra, in virtù di Brevi Pontificiis a loro concessi, e gli ammonisce a celebrare la festa del Rosario la prima domenica di ottobre, in memoria della vittoria ottenuta ai turchi dai Cristiani nella guerra navale, in tal giorno (…) approva, e conferma per cappellano il R. D. Nicolao Rosso deputato dalla confraternita, il quale habbia da scrivere in un libro i nomi, e cognomi di tutti i fedeli che vorranno essere ascritti alla confraternita dandoli facoltà di riceverli in detta confraternita e di benedire le loro corone, e Rosarii, d’esporre, e dichiarare i misterii del Rosario e fare tutte l’altre funzioni, che fanno i frati dell’ordine deputati dalli superiori a questi essercizii della confraternita, senza riceverne alcuno stipendio, con ordine che morendo il detto cappellano, si faccia il successore, eleggendosi dalla maggiore parte dei confrati, il quale haversi l’istessa autorità. Dechiarando anco che, se col tempo occorresse haver convento o habitazione, i frati del suo ordine in detta terra, siano levate tutte l’indulgenze e grazie dalla detta cappella, e trasferite nelle loro chiese (…).
A cura di Pio G. Sangiovanni
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