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Note sul culto di San Sebastiano a Orsomarso


(San Sebastiano. Chiesa San Salvatore - Colimodio, Affresco del 1642)


ORSOMARSO - Inizia ad Orsomarso la settimana che culminerà, giovedì 20 gennaio con la celebrazione della festa di San Sebastiano martire, patrono del paese. Una ricorrenza che, nonostante cada in un periodo non particolarmente favorevole per le manifestazioni all’aperto a causa del clima invernale, è particolarmente sentita in paese e al di fuori di esso proprio per l’antica tradizione alla quale questa festività è legata.
Volendo fare un breve excursus storico sulla tradizione del culto di San Sebastiano ad Orsomarso, possiamo innanzitutto dire che esso è legato alla lotta contro le frequenti pestilenze che nel corso dei secoli non hanno risparmiato neanche questa comunità. Da un primo parziale esame dei documenti dell’archivio parrocchiale, risultato abbastanza difficile ed incompleto, a causa dello stato di degrado del materiale esistente, risulta comunque chiaro che il santo era venerato in una cappella situata al di là del canale Porta la Terra, nel luogo che da esso prende il nome.
Per intenderci, al di sotto del palazzo Pignataro, dove cresce una pianta di alloro e in cui è possibile ancora scorgere i resti di un grosso muro ed un accenno di affresco. La chiesetta, di cui si ritrova notizia nelle visite pastorali dei vescovi della diocesi di Cassano, fin dalla fine del 1500, sorgeva in una posizione molto significativa, extra moenia, al di fuori cioè del centro abitato o delle mura, se vogliamo tradurre alla lettera.
Era stata edificata proprio sul ciglio di una importante via di accesso al paese, probabilmente nel punto in cui la strada subiva una biforcazione per dirigersi, a destra verso la località Torricella e da lì inerpicarsi in direzione della contrada Olivaro e Armorotondo, mentre a sinistra discendeva fino alla riva del fiume Argentino dove era edificata un’altra antica cappella dedicata alla Madonna di Loreto. In questo luogo sarà costruito intorno al 1840 il primo cimitero di Orsomarso, attualmente completamente occupato dall’inizio di Via V. Guadagna.
Era qui che la viabilità di Orsomarso subiva una ulteriore biforcazione, con una strada che costeggiava il corso del fiume per raggiungere Pitullo e la Cotura, ed un’altra che, grazie ad un ponte, superava l’Argentino e da lì prendeva varie direzioni, per Verbicaro attraverso la Mira e in direzione della Marina.
Tornando a San Sebastiano, diciamo brevemente che per tutto il cinquecento ed il seicento, la cappella ospitò una confraternita ed era ben tenuta, con la celebrazione regolare dei riti religiosi; essa rappresentava, evidentemente, un luogo di accoglienza per i pellegrini e per tutti i viaggiatori che per qualsiasi motivo si recavano ad Orsomarso provenendo da sud-ovest. Ma diventò anche, durante le terribili pestilenze che colpirono il paese nel corso del seicento, luogo di ricovero degli appestati ai quali, naturalmente era vietato l’ingresso nel centro abitato per evitare la diffusione del contagio.
Anche se non abbiamo ancora rinvenuto documenti certi, è presumibile che fu proprio in occasione di momenti così drammatici per la sua stessa esistenza, che la comunità di Orsomarso affidò le proprie preghiere a San Sebastiano chiedendo di far cessare il terribile flagello che non risparmiava nessuno.
(san.pio gio.)
16/01/2005
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