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Quanta importanza reale mi dai nella tua esistenza

Carissimi amici, eccomi di nuovo qui, con la locandina di domenica prossima e i più cari saluti, oltre che da don Benj, tornato dall'India, anche da parte degli ospiti che sono attualmente alle Sarre: Giuseppe Celia e Ida, Gabriel e Giovanni Battigelli. Giovanni è passato da qui insieme con Olimpia, dopo la bella ed intensa settimana di spiritualità di Rossano. A questo riguardo, almeno a voi che avete fatto quest'esperienza, disponendo del vostro indirizzo di email, vi mando in saggio la locandina seguente: strumento semplice, per chi non ha molto tempo, per dare un'occhiata al tema domenicale. Se non siete interessati a riceverla, basterà comunicarmelo: non mi offenderò; per il resto vi invito a visitare il sito di riferimento. Intanto una notizia mi ha già sorpreso e addolorato fin da stamattina con il primo radio giornale: l'assassinio di Roger Schutz, fondatore e Priore di Taizè. Incredibile! Vi riporto le parole di Gianni Novello, suo figlio spirituale, per raccoglierci in preghiera e fissare nella mente e nel cuore il messaggio di un uomo di pace e di dialogo, di un uomo che ha sempre amato, fino ai suoi 90 anni, interrotti violentemente, come una sorta di martirio, che ne ha suggellato l'autenticità e ne ha trasmesso il testimone ad altri, anche a noi, anche a te. Un abbraccio, con tristezza e tuttavia con speranza:
Frere Roger,
padre carissimo,
sorriso di perdono e di mitezza forte,
prega per noi
che raccogliamo il tuo mantello.
(Gianni Novello)


LA LOCANDINA - La domanda di Gesù ci interpella personalmente e non lascia scampo: «Se per gli altri io sono questo o quello, chi sono io per te? Vale a dire: chi sono io per la tua vita?» Una domanda che concretamente significa: «Quanta importanza reale mi dai nella tua esistenza, quanto tempo mi dedichi, cosa sai lasciare per me, perché credi nelle cose in cui io ho creduto? E soprattutto: credi in ciò in cui io ho creduto, oltre a dire di credere in me?». Non evadiamo superficialmente queste domande, ma approfittiamone, per chiarire a tu per tu con lui qualcosa che prima o dopo siamo assolutamente tenuti a chiarire.

21^ Domenica dell'anno (A) 2005
“Chi dice la gente che io sia?
E voi chi dite? Chi sono io?”
Lo domandi ancora, Gesù,
lo domandi sempre,
come chi ama e mai si stanca di ascoltare
e di ripetere parole già dette,
ma che rinnovano ogni volta l’amore…
Così vuoi sentirti ripetere
che noi crediamo che tu sei la Voce e il Volto
di quel Dio amico degli uomini
che tu porti con te, che Tu stesso sei.
Solo allora affidi il compito di salvaguardare
tale fede come roccia, per essere confessione
di un popolo che non si stanca di amare.
(GM/21/08/05)

VANGELO DI MATTEO (16,13-20) - Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?» Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte del soggiorno dei morti non la potranno vincere. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.
19/08/2005
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