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La seduzione di Dio e la via della croce

Carissimi amici, con la consueta locandina vi giunga ancora un caro saluto dalle Sarre di Tortora, mentre l'estate si avvia verso la conclusione (sì, i giorni adesso volano via più veloci che mai)! Le ultime settimane sono state segnate dall'incontro di Colonia e dalla contemporanea tragica scomparsa di Fratel Roger Schutz di Taizè. Da qui, grazie a Gianni Novello, che, insieme con Carmine Campana ed altri, ha partecipato al suo funerale martedì scorso, sono arrivati dei toccanti messaggi, che attestano l'ampiezza e la profondità raggiunte dalla preghiera e dall'accoglienza di questo autentico testimone del nostro tempo. L'ecumenismo come pratica continua della fraternità, vissuto senza riserve e senza risparmio da Fratel Roger nelle tante iniziative riconducibili alla sua fede tenace nel Cristo della riconciliazione, è diventato un grande messaggio e anche un impegno per noi tutti. Ad esso si riconduce e si deve ricondurre anche il messaggio dell'iniziativa di Colonia, come anelito ed esperienza di un modo diverso di essere e di vivere, in una giovinezza innanzi tutto dello spirito, che non si arrende alla violenza, al materialismo, alla cultura dell'apparenza e del potere... (chi fosse interessato all'evento, troverà ragguagli dettagliati nel sito www.vatican.va)
In ogni caso, il vangelo di domenica insiste su questa traccia, traccia di vita che non indietreggia e sa spendersi fino alla fine. In fraternità e amicizia, GM

LA LOCANDINA - Il messaggio di questa domenica parla di seduzione e di croce: la seduzione di Dio, alla quale Geremia non ha saputo sottrarsi e la via della croce di Gesù, dalla quale vorrebbe distoglierlo Pietro, proprio quell'apostolo poco prima chiamato "Roccia" (roccia della fede e della comunità su di essa fondata), elogiato da Gesù per aver riconosciuto in lui il Messia. Le rimostranze di Pietro segnalano una fede ancora immatura. Tuttavia Gesù lo corregge energicamente, facendolo passare dagli entusiasmi iniziali all"indicazione di una strada sulla quale occorre non indietreggiare nemmeno davanti alle peggiori difficoltà, incluso il ripudio delle autorità costituite e l"abbandono delle folle. Un’esperienza umanamente fallimentare, ma che è la testimonianza più convincente che le motivazioni di Gesù non sono basate sul calcolo umano,ma sul totale abbandono nelle braccia del Padre.

22^ Domenica dell'anno (A) 2005
Signore, a tentare di fermarti sulla tua strada
è proprio quell'uomo da te scelto
per confermare gli altri nella fede.
Devi perciò intervenire per chiarire
che il prescelto può anche trasformarsi in tentatore
e che l'istituzione sempre deve vigilare
per non rischiare di perdere se stessa
e gli altri ad essa affidati.
Poi aggiungi che per seguirti è necessario
ripercorrere i tuoi passi, andando controcorrente
e rimettendoci di persona:
è questa la croce da prendere
con la quale chi umanamente
perde la sua libertà e il suo futuro
li riceve alla grande e chi invece resta
solo attaccato al suo presente
smarrisce il suo futuro e la sua libertà.
(GM/28/08/05)

(20,7-9) - "Tu mi hai sedotto, SIGNORE, e io mi sono lasciato sedurre, tu mi hai fatto forza e mi hai vinto; io sono diventato, ogni giorno, un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me. Infatti ogni volta che io parlo, grido, grido: Violenza e saccheggio! Sì, la parola del SIGNORE è per me un obbrobrio, uno scherno di ogni giorno.

VANGELO DI MATTEO (16,21-27) - "Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi, ed essere ucciso, e risuscitare il terzo giorno. Pietro, trattolo da parte, cominciò a rimproverarlo, dicendo: «Dio non voglia, Signore! Questo non ti avverrà mai». Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà. Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l'anima sua? O che darà l'uomo in cambio dell'anima sua? Perché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l'opera sua".
25/08/2005
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