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Imperturbabilità di Dio e agitazione degli uomini

LA LOCANDINA - Carissimi amici, il mio abituale e caro saluto anche questa settimana, mentre vi invio la locandina di domenica prossima, domenica che dovrebbe essere di nuovo allietata qui a Tortora dalla presenza di Don Benjamin, di rientro dall'India. Intanto è partito Paolus, prete indonesiano, che è rimasto con noi fino al 1 agosto. Buon proseguimento (o buon inizio) di vacanze e saluti anche da Schassi e Gabriel, ciao, DG.
Tra i tanti messaggi, sempre ricavabili dalle letture domenicali, uno colpisce in particolare: il contrasto tra l'agitazione, fino all'angoscia della morte, da parte dei discepoli e la serenità di Gesù. Innanzi tutto le due scene iniziali: la preghiera solitaria di Gesù sulla montagna e il trambusto collettivo degli apostoli sulla barca agitata dalla violenza delle onde.
Si potrebbe dire una sorta di rappresentazione emblematica della "naturale" imperturbabilità di un Dio, che basta a se stesso, e l'inevitabile agitazione degli uomini, che devono fare i conti con il loro sostentamento e i continui pericoli ai quali la loro fragile vita è esposta. Ma non è così. Quel Dio che è sul monte, anche se solo verso la fin della notte, viene incontro alla lotta tra la vita e la morte di noi uomini, che egli chiama ad essere suoi amici. Ci rassicura, placa la furia delle onde, ci salva.

19^ Domenica (A) 2005
Vieni, camminando sul mare
delle nostre paure,
dove il vento contrario
ci spinge sempre più lontano e noi pensiamo a te come
frutto della nostra fantasia.
Poi appena incoraggiati dalla tua parola,
vorremmo camminare su quelle acque,
senza averne l’intima convinzione
ed è per questo che cominciamo ad affondare
Un grido ci salva ed è la tua mano ad afferrarci.
La tempesta, un grido ed una mano amica
nel mare di una solitudine che si avventura
dove altri non arriva, questo è dunque la fede.
Aumenta, Gesù, la nostra fede.
(GM/07/08/05)

Vangelo di Matteo (14,22-33) - Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù. La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "E' un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".
05/08/2005
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