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Tributi irrigui. Fa discutere l'aumento richiesto dal Valle Lao ai consorziati

ORSOMARSO - Torna al centro dell'attenzione la questione relativa al servizio irriguo e ai tributi che i consorziati del Consorzio di bonifica "Valle Lao" sono chiamati a pagare. Evento che si verifica con puntualità ogni anno di questi tempi, quando cioè gli agricoltori hanno bisogno in modo più impellente dell'acqua per l'irrigazione delle colture praticate. Stavolta, tuttavia, la novità è rappresentata dal fatto che il tributo ha subito un sensibile aumento in due distinte voci, sollevando le perplessità e le aperte critiche di numerosi consorziati, molti dei quali lamentano anche il fatto che in alcune zone il servizio non è stato ancora attivato con conseguenti danni per le coltivazioni, anche a causa della carenza di piogge. Dell'intera problematica e dei suoi risvolti si occupa Domenico Forestieri di Orsomarso in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Calabria, che pubblichiamo di seguito integralmente.

«Nel leggere alcuni avvisi inviati dal Consorzio di Bonifica Integrale "Valle Lao" relativi a tributi per servizio irriguo, mi è venuto in mente un famoso proverbio che dice "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".
Nell'aprile 2016 in una lettera indirizzata al Presidente della Regione Calabria, ed altri, scrivevo chiedendo perché i consorziati del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini del Tirreno, devono pagare per fruire l'erogazione dell'acqua a scopo irriguo per tutto l'anno mentre nei fatti possono beneficiare dell'utilizzo idrico solo nei mesi estivi.
Perché pagare un canone annuale quando poi il servizio non è annuale ma limitato, se tutto va bene, a soli 4 o 5 mesi?
Dopo alcuni mesi di completo silenzio ecco che il Consorzio si fa vivo e con tempistica scandalosa comunica ai consorziati che il Tributo Annuo Irriguo viene aumentato di quasi il doppio.
Si potrebbe polemizzare sul fatto che le due comunicazioni, una per il tributo del 2014 ed una per il tributo del 2015, pur essendo a firma diversa, una dell'ex commissario Gravina ed una dell'attuale commissario, sono quasi copie conformi, per cui chi le ha scritte e sottoposte alla firma non ha trovato niente da aggiungere tranne il fatto che il tributo raddoppiava, ma la vera osservazione sta nel fatto che la richiesta del Tributo Annuo Irriguo viene giustificata nel prospetto esplicativo riportando un canone di euro 36,15 più una imposta sup. irrigua di euro 9,90 ed una imposta sup. Dominata di euro 12,77.
Poiché il significato del termine canone è "prestazione in denaro o in altra forma, corrisposta periodicamente per l'utilizzo di un bene" (così come riportato da Garzanti linguistica) e si riferisce ad un tributo annuo non si capisce perché pagare un tributo per dodici mesi di servizio ed averne in cambio solo 4 o 5.
Anche il consigliere regionale Giuseppe Graziano ha chiesto pubbliche spiegazioni per l'aumento sproporzionato del tributo irriguo ma la sua richiesta è rimasta inascoltata: che sia il segnale che il ruolo di rappresentante del popolo non valga niente rispetto ai potentati che decidono e stabiliscono senza tenere in alcuna considerazione le esigenze della popolazione?
Sperando che non sia così vedremo il comportamento che terrà il Consorzio "Valle Lao", se cioè prima di notificare aumenti non riterrà opportuno dare un servizio valido e continuativo con carattere annuale così come riportato nella richiesta di pagamento del tributo.
In conclusione un'altra piccola annotazione: nelle lettere di richiesta di tributo si comunica che in caso di mancato pagamento entro i termini l'ente provvederà a ricorrere ad Equitalia con aggravio di spese.»
Ma il Governo nazionale non ha cambiato le regole proprio nei confronti degli Enti esattori affinché questi non siano considerati i nemici dei contribuenti ma strutture che agevolino i pagamenti dei vari tributi?
Forse il "Valle Lao" ha un governo a sé stante che non tiene conto delle direttive nazionali e continua nella linea di Ente pubblico che persegue i cittadini invece di essere al loro fianco?
Spero che non sia così.
A chi di competenza le risposte che dimostrino il rispetto dovuto alle norme ed a tutti coloro che credono in uno stato e nelle sue leggi.»

04.05.2017 - Domenico Forestieri

5/4/2017
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