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Dopo 31 anni a Orsomarso la Regione sopprime il servizio autobus per Cosenza

ORSOMARSO - Il mese di febbraio è iniziato con un'amara sorpresa per la comunità di Orsomarso. Dopo 31 anni è stata infatti soppressa la linea che collegava questo piccolo borgo montano con Cosenza, la città capoluogo della Provincia. Si tratta di un fatto molto grave che non trova giustificazioni ed è stata assunta dalla Regione Calabria senza fornire alcuna spiegazione alle autorità comunali e meno che mai all'utenza. Il Sindaco, Paola Maria Candia, investita dalle vibrate proteste della cittadinanza, ha scritto una lettera al consigliere regionale Fausto Orsomarso, delegato ai Trasporti, per rappresentare i disagi e la contrarietà per l'inattesa determinazione.

"La soppressione della corsa delle ore 6,35 - ha affermato il primo cittadino di Orsomarso - mette in ginocchio le famiglie degli studenti ed i concittadini che devono raggiungere la costa ed il capoluogo. Per tale motivo la mia Amministrazione - ha aggiunto il Sindaco - oltre a sollecitare attraverso una nota il consigliere regionale con delega ai trasporti, Fausto Orsomarso, si è mobilitata per cercare di scongiurare questo tentativo di isolamento del nostro Comune. All'onorevole Fausto Orsomarso ed al dirigente del settore trasporti della regione Giuseppe Pavone, abbiamo chiesto ufficialmente di ripristinare il servizio al fine di non determinare l'isolamento del nostro comune e diminuire il disagio dovuto alla mancanza di un servizio di trasporto pubblico necessario per la vita sociale dei cittadini".

La decisione appare ancora più paradossale e illogica se si pensa che contemporaneamente pare sia stata istituita una corsa giornaliera di collegamento con Catanzaro che non trova alcuna giustificazione razionale o strategica. In attesa di ricevere risposte e chiarimenti, condite dal solito prevedibile e beffardo scaricabarile, l'unica cosa certa sono le vittime di questa scelta: studenti pendolari che utilizzavano il servizio per raggiungere gli istituti superiori della costa e la sede dell'Unical, lavoratori, pensionati o altre persone le quali improvvisamente si vedono private di un servizio che allontana inesorabilmente questo remoto lembo della Provincia di Cosenza dalla città capoluogo. Quasi a voler dire che sono "figli di un Dio minore".

Pio G. Sangiovanni
01/02/2011
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