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Dopo la disavventura a lieto fine dell'escursionista romano, a Orsomarso si chiede il ripristino dell'antico sentiero

ORSOMARSO - Disavventura per fortuna a lieto fine, quella verificatasi nella parte più selvaggia dell'oasi naturalistica Valle del Fiume Argentino di Orsomarso, nel Parco Nazionale del Pollino, giovedì 16 luglio scorso, con epilogo protrattosi fino alle prime luci dell'alba del giorno successivo. Protagonista un romano di 52 anni in vacanza a Scalea con l'hobby della mountain-bike e dell'escursionismo nei paesaggi naturali, il quale aveva programmato un percorso in solitaria che doveva portarlo da Orsomarso al Piano di Novacco nel Comune di Saracena e da lì ridiscendere nuovamente al borgo alto tirrenico, percorrendo l'antichissimo sentiero che dalla Fiumarella di Rossale attraversa tutta la Valle del fiume Argentino.

Un percorso suggestivo e di assoluta bellezza lungo il quale si toccano le località Valle Italiana, Timpone Fornelli e Vallone Fornelli, Pietra Ferrata, Golfo della Serra, Fellaro e Pantagnoli, dove si imbocca il più agevole e perfettamente attrezzato sentiero che costeggia il fiume Argentino fino alla località Povera Mosca con la strada che, dopo circa 6 chilometri, giunge ad Orsomarso. Un tragitto davvero impegnativo e di altissima difficoltà, soprattutto se si considera il fatto che il vecchio sentiero, che per millenni ha collegato versante ionico e tirrenico dell'antica Calabria Citra, è allo stato attuale ormai completamente scomparso o divenuto aspro e impervio a causa della totale assenza di manutenzione e di un qualsiasi uso umano. Dettaglio, quest'ultimo, che probabilmente non era noto all'appassionato escursionista romano, la cui abilità e capacità di affrontare situazioni estreme è stata sicuramente messa a dura prova quando è stato colto dall'oscurità nell'intricata boscaglia di macchia mediterranea che copre la località Fellaro, non molto distante, per la verità, dai sentieri segnati di Pantagnoli. Da quanto si è appreso, a quel punto, resosi conto che non avrebbe avuto alcuna possibilità di proseguire, intorno alle nove di sera ha dato l'allarme chiamando direttamente i parenti a Roma e mettendo così in moto la macchina dei soccorsi con l'allertamento del Soccorso Alpino Calabria e degli organi di pubblica sicurezza preposti.

L'escursionista romano, esperto di percorsi in mountan bike, che nel frattempo aveva trovato rifugio sotto una roccia, non ha perso la calma e prima che il suo cellulare si scaricasse, ha fornito le coordinate della propria posizione. Elemento che è risultato di fondamentale importanza per i soccorritori che hanno potuto avere da subito un punto di riferimento certo, verso il quale dirigere le ricerche. Intorno alle ore 23 dal borgo di Orsomarso sono partite due Squadre del Soccorso Alpino della Stazione Pollino, coadiuvate dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Grisolia e Orsomarso, raggiunti subito dopo da una squadra del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. I soccorritori hanno risalito la valle del fiume Argentino, prima in macchina, fino alla località Povera Mosca, poi a piedi, per la restante parte del percorso. Dopo alcune ore di cammino, reso particolarmente difficile per l'assenza, nella parte terminale, di qualsiasi sentiero e per la natura impervia dei luoghi, intorno alle 2 di notte, i soccorritori hanno raggiunto la località Fellaro, nel cuore della Valle del Fiume Argentino e del Parco del Pollino, hanno ritrovato il malcapitato escursionista e lo hanno condotto a valle, dove tutti, a cominciare dai propri cari, hanno potuto tirare un sospiro di sollievo per questa disavventura fortunatamente a lieto fine.

Dopo il fortunato epilogo, i commenti che si coglievano a Orsomarso fra la gente comune e non solo, oltre ad elogiare la tempestività e l'efficienza della macchina dei soccorsi, ritornavano spesso sul fatto che il sentiero principale di attraversamento della Valle del Fiume Argentino, che è riportato in tutte le carte geografiche e su tutte le pubblicazioni che da quasi mezzo secolo esaltano la straordinaria bellezza di questi luoghi, a causa della totale assenza di manutenzione, sia ormai diventato impraticabile, se non addirittura del tutto scomparso. Una grave carenza alla quale è necessario porre rimedio con ogni urgenza, in quanto in gioco vi è la sicurezza ed incolumità pubblica. Infatti, proviamo ad immaginare cosa sarebbe potuto accadere se al posto dell'esperto turista romano, si fosse trovato magari qualcuno un po' più sprovveduto; probabilmente adesso staremmo a raccontare tutta un'altra storia.

 

Pio G. Sangiovanni
18/07/2015
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L'alta valle del fiume Argentino
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