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Cinque in condotta. Il cinque della vergogna!

Cinque in condotta, ovvero, come umiliare la professionalità dei nostri insegnanti e fare piazza pulita del "ciarpame" pedagogico!!! Ed incrementare la dispersione!!! Il cinque della vergogna!

ITALIA SCUOLA - Ciò che più mi sgomenta di questa vicenda delle migliaia di cinque in condotta è il plauso becero di tanta stampa e di tanti commentatori! E di tanta parte dell’opinione pubblica! Purtroppo al coro si accodano anche migliaia di insegnanti, ovviamente, perché i cinque non sono piovuti dal cielo! Quelle migliaia che vedono nel cinque in condotta l’acquisto di un rinnovato prestigio! E che pensano che questa sia la strada giusta! Finalmente si fa sul serio! Si torna alla scuola dello studio e della severità! Purtroppo sono in tanti a pensarlo!

Mah! Sono solo io che rimango basito? Vedo che, invece di piangere sul fallimento, si gioisce! Siamo in un paese in cui si gode perché si deve usare la frusta! Quando si pensava che le bacchettate sulle mani fossero una perversa pratica di tempi ormai lontani! La realtà aberrante è una sola: che siamo tutti felici di dire a noi stessi che non siamo capaci di insegnare come di dovrebbe! Che abbiamo dato forfait! Di questo passo, faremo anche i girotondi intorno al Ministero a rendere grazie al Ministro che ci ha restituito… decoro e dignità! Che ci ha ridato finalmente… la gioia di fare scuola! Ha restituito la scuola al Paese! I nostri ragazzi capiranno che lo studio… e giù con tutti i più stucchevoli aggettivi del caso! E’ lavoro, attenzione, impegno, fatica! Finalmente!

In effetti, non mi dovrei stupire più di tanto! Ormai in un Paese che si affida alle ronde, che manda a giudizio papà Englaro, che si è dimenticato dei pac o dei dico, che torna al nucleare, che non sa scegliere tra l’accoglienza e l’espulsione, che giorno dopo giorno si chiude a riccio dietro porte blindate, che nell’altro vede solo il diverso se non il nemico… in un Paese che un giorno sì e uno no mette in discussione la sua Carta costituzionale, che cosa ci dobbiamo aspettare? Un Paese che non ha saputo dare fiducia ai suoi nuovi nati! Che non ha saputo far crescere i suoi giovani! Che li manda a sballare nelle discoteche e che nelle scuole porta il rigore delle carceri… neanche quello delle caserme!

E dobbiamo esultare perché, invece di costruire sempre più scuole, veramente autonome, a tempo pieno e a spazio aperto, quelle che certi pedagogisti – una banda di visionari, genìa da condannare, come dicono in tanti – ci offrono per insegnarci ad… insegnare! Pensiamo a Decroly, a Neill, a Freinet, alla nostra Montessori, agli infiniti metodi che tanti di loro hanno elaborato! Per non dire di tutto ciò che le neuroscienze, le ricerche sulla comunicazione, sulle dinamiche dei piccoli gruppi, il costruttivismo, il connettivismo… mi viene in mente anche l’empatia rogersiana – quante parole difficili! Come si apprende, come il nuovo nato costruisce la sua intelligenza, come si sollecita la sua curiosità, come si attivano e guidano gruppi di lavoro… sono tutti “oggetti” che butto qui a caso, solo per dire che abbiamo una letteratura vastissima a cui oggi potremmo e dovremmo accedere per rendere la scuola veramente interessante e bella! Sì, anche bella! Bella per come ci si lavora e bella per come è costruita e strutturata, perché anche gli insegnanti sono “belli”, quando sono capaci di rendere “bello” ciò che propongono! Mi domando… perché migliaia di alunni odiano la matematica, quando la matematica è una delle materie più affascinanti e più divertenti, più creative, più poetiche anche! Perché non sanno leggere e scrivere quando il giocare con le parole e con le idee è inventiva, creazione… enigmistica anche – quale palestra! – penso al povero Dossena! Però… tra pochi giorni arrivano le prove Pisa, anche queste sono “belle”… ma chi le capisce? E sarà una nuova dannazione!!!

Sembra che la via più breve per sanare i mali della nostra scuola – che, come mi affanno da sempre a dire, dovrebbe essere non un insieme di edifici, oggi anche male accorpati, ma un vero e proprio Sistema Educativo nazionale di Istruzione e Formazione – sia il ritorno al passato! E nel peggiore dei modi! Perché il cinque in condotta – chiamiamolo comportamento, solo per prenderci in giro – non è mai stato nella nostra tradizione! I nostri maestri di un tempo avrebbero offeso in primo luogo se stessi se avessero dato un voto inferiore ad otto! E’ non era un caso che i sette si contavano sulle punta delle dita!

Abbiamo veramente toccato il fondo! La responsabilità di questa Amministrazione è enorme! Se si voleva intervenire per rendere veramente efficiente ed efficace il nostro Sistema di istruzione, la via maestra era una sola: investire sugli insegnanti e sulle loro competenze professionali, che dovrebbero essere di elevato spessore, ed in parallelo investire sulle strutture edilizie e sulle attrezzature didattiche. Si è scelta la strada perversa di tagliare proprio in un settore in cui, invece, si doveva investire, perché oggi, in questo tipo di società, l’istruzione, l’educazione e la formazione riguardano tutti noi dalla nascita e per tutta la vita, in forza del fatto che la necessità di “includere” tutti in un mondo difficile e complesso è un imperativo a cui non si può disattendere! Invece, la scelta operata implica una conseguenza funesta: quella di “dividere” i cosiddetti migliori dai cosiddetti “peggiori”!

Che cosa diremo alle migliaia dei ragazzi “immeritevoli” che con i cinque in condotta andranno dritti dritti alla bocciatura, quando anni fa abbiamo promesso loro una “cosa” che si chiama obbligo formativo? Ed anche un obbligo di istruzione decennale? Quando abbiamo assunto l’impegno solenne di garantire a ciascuno il suo personale “successo formativo”? E di non permettere a nessuno di lasciare gli studi senza un titolo o una qualifica? Anche se queste sono “chiacchiere” da sessantottini, resta sempre il fatto che tra qualche anno dovremo sconsolatamente verificare che a migliaia di nostri ragazzi non siamo stati capaci di dare né istruzione né cultura né… una prospettiva di lavoro!

Insomma, la scelta del cinque in condotta placherà le nostre ansie di oggi, ma provocherà infinite ansie quando ci troveremo in un paese in cui avremo certificato di fatto migliaia di ignoranze! Altro che certificazione di competenze per affrontare con successo la vita lavorativa, una vita che, invece, renderemo ancora più difficile!

Maurizio Tiriticco
03/03/2009
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