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L'istruzione è un valore, una forma di cultura che, contrariamente a quanto pensava un precedente ministro, si mangia ...

ITALIA SCUOLA - Sistema, governance, autonomia ... e aggiungerei lungimiranza: a mio vedere, sono state le parole chiave, ovviamente molto implicite, della breve allocuzione del ministro Profumo per gli auguri di Natale oggi al Miur. Un "uomo di scuola", come si suol dire, che è convinto che l'istruzione è un valore, una forma di cultura che, contrariamente a quanto pensava un precedente ministro, si mangia... e come! Non subito, ovviamente, domani, se questo domani riusciamo a costruirlo dopo la buia notte che ancora stiamo attraversando! E' convinto che nella scuola bisogna investire perché sarà il valore aggiunto dei saperi di un popolo e l'ossatura del Pil di domani! La scuola come sottosistema di un sistema più ampio, che investe tutti i cittadini dalla nascita fino alla più tarda età: i saperi cambiano con una velocità spaventosa e, guai a non rincorrerli, soprattutto per produrne sempre di nuovi. Governare per progetti e guardare lontano, valorizzando gli spazi di autonomia: a ciascun soggetto il suo ruolo! Un buon avvio, quindi, e, come dice l'adagio natalizio: gloria agli uomini di buona volontà!

La prospettiva è questa, assolutamente condivisibile, ma un primo interrogativo l'avrei posto al ministro, se il turbinio delle felicitazioni e degli auguri me l'avesse permesso! Non ho capito come e perché, su questo slancio per un rinnovamento della scuola e dei suoi insegnanti, il ministro abbia potuto proporre giorni fa un nuovo concorso a cattedre! Nulla contro i concorsi, ma... ormai è partita la macchina del Tfa, o meglio del Tirocinio formativo attivo (l'ultimo dm è dello scorso 11 novembre), targato Gelmini, com'è noto, ma pur sempre ormai norma, anzi più norme, e che vede già migliaia di giovani impegnati su questa strada e le stesse università in attesa del bando che le autorizzi ad attivare i corsi.

E siamo in tanti a chiederci: non si sta predisponendo una rotta di collisione tra la strada dei Tfa e quella di nuovi concorsi? Il fatto è che da oltre dieci anni a questa parte, con quanto è avvenuto nel mondo della scuola e dell'amministrazione in genere, è la stessa strada dei concorsi vecchio stampo che sembra obsoleta! E lo stesso approdo al Tfa non è stata affatto cosa facile! Mi chiedo: su tutta questa materia, su cui si gioca l'avvenire di tanti laureati, ma anche di tanti alunni, non sarebbe il caso di una riflessione più attenta?

A volte la buona volontà confligge con la ragione! E il Ministro Profumo è troppo intelligente per non comprenderlo!

Maurizio Tiriticco
22/12/2011
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