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Vertenza Regione-Comune: la sentenza del Tar

ORSOMARSO - Con la notifica alle parti, è stato reso noto il dispositivo della sentenza definitiva emessa dalla Seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria che accoglie in parte il ricorso proposto dalla Regione Calabria contro il Comune di Orsomarso e riguardante l’ordinanza di demolizione e successiva acquisizione al patrimonio comunale di alcuni manufatti realizzati dall’ex Azienda di Stato per le foreste demaniali fra il 1967 e il 1978. La vicenda risale ai primi anni novanta del secolo scorso, quando l’allora assessore all’Urbanistica del Comune di Orsomarso Giuseppe Blundi, previo accertamento dell’Ufficio tecnico comunale, aveva rilevato che alcune opere realizzate dall’azienda regionale insistevano su terreni di proprietà del Comune. Si trattava di alcuni rifugi in legno costruiti su platea in cemento ed in muratura nelle località Massete, Valle Italiana e Tavolara.

Oltre al particolare che dette opere, che comprendevano anche cancelli metallici e staccionate, ricadevano su superfici di proprietà comunale, veniva contestato all’ex Azienda di Stato il fatto che esse erano state eseguite senza le previste autorizzazioni di cui alla normativa in materia urbanistica. L’iter previsto e portato avanti dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Orsomarso si era concluso con la comunicazione datata 12 febbraio 1992 con la quale lo stesso comunicava al Presidente della Giunta regionale che il 10 aprile 1992 avrebbe avuto luogo l’immissione in possesso dei beni acquisiti e se ne ordinava lo sgombero. La Regione, tramite l’Avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro, propose immediatamente ricorso al Tar Calabria contro il provvedimento del Comune chiedendone la sospensione. L’organo regionale di giustizia amministrativa nella Camera di consiglio del 16 aprile 1992 accoglieva la richiesta di sospensiva della Regione; decisione che veniva confermata dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 911 del 1 settembre 1992.

Da allora il ricorso è stato discusso nel merito nella pubblica udienza del 7 dicembre 2006 ed ha portato all’accoglimento in parte della richiesta della Regione Calabria annullando l’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale dei beni citati, mentre dichiara lo stesso ricorso inammissibile in ordine alla domanda di annullamento delle ordinanze di demolizione ed alla nota di comunicazione dell’assessore all’urbanistica del 22 febbraio 1992. Per quanto riguarda le spese, il Tar ha inoltre stabilito che esse verranno compensate tra le parti.

La decisione definitiva del Tribunale amministrativo regionale, soprattutto nelle parti in cui dice e non dice, lascia totalmente in piedi il problema irrisolto della proprietà del suolo sul quale insistono i fabbricati in questione, che appartiene senza alcuna ombra di dubbio al Comune di Orsomarso. Lo dimostrerebbero sia i rilievi tecnici e soprattutto le numerosissime testimonianze di cittadini del paese che reclamano che l’Ente faccia valere i propri diritti proponendo ricorso al Consiglio di Stato. Ed è proprio questo il problema che dovrà affrontare l’Amministrazione comunale di Orsomarso che ha però tempo fino al 17 luglio per determinarsi in merito.

san. pio gio.
12/06/2007
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