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Simone Rienti denuncia la gestione fallimentare del Comune e lo scilipotismo imperante

ORSOMARSO - «Invito il consigliere Pappaterra e tutta la maggioranza a un confronto pubblico con i cittadini, per parlare della situazione attuale e anche della sue vane promesse di dimissioni». A chiederlo è Simone Rienti, già Assessore nella Giunta comunale di Orsomarso, guidata dal sindaco Paola Candia, e dal gennaio di un anno fa collocatosi fra i banchi all'opposizione. In una lettera-documento diffusa nella mattinata di domenica scorsa, Rienti fa il punto della situazione politico-amministrativa locale e non usa mezzi termini per definire fallimentare l'ultimo anno di gestione del Comune e le promesse che avevano accompagnato l'ingresso di Antonio Pappaterra nelle file della maggioranza.
«Il consigliere Pappaterra - scrive Simone Rienti - e tutti i componenti della sua lista "Cuore", ci avevano assicurato grandi sconvolgimenti nell'azione amministrativa: finalmente col super-attivismo proclamato di Pappaterra l'Amministrazione sarebbe uscita dalla sua inoperosità; i cittadini avrebbero recuperato l'adeguata rappresentanza alla Comunità montana e sarebbero stati ascoltati e informati attraverso riunioni e Consigli comunali in piazza; il suo programma su "valle", "wireless" "linee telefoniche", ecc... avrebbe fatto progredire Orsomarso come mai fatto prima. E, ancor più specificamente, Pappaterra e i suoi sodali ci davano la garanzia che se quel programma non fosse stato accettato e realizzato in tempi bevi avrebbe ritirato la sua partecipazione alla maggioranza comunale».
Una critica a tutto tondo, quindi, che non risparmia neanche il locale circolo del PD, definito "grande assente" o "in letargo" ma che, tuttavia, non aveva esitato ad accogliere a braccia aperte la trasmigrazione del Pappaterra. «Con la sua scelta - conclude Simone Rienti - il consigliere Pappaterra ha dimostrato in modo inequivocabile almeno che non ero certo io "l'incapace di turno" a frenare l'Amministrazione comunale, mentre mi davo da fare per cercare di smuoverla e di realizzare quelle poche cose di buono che sono state fatte nel mio breve mandato. E che, mentre c'è qualcuno che responsabilmente lascia "una poltrona", c'è sempre qualcuno che ci si avventa e che il fenomeno dello scilipotismo si paga dappertutto. Il consigliere Pappaterra aveva un'occasione imperdibile per ricandidarsi a testa alta e riproporsi come membro della giunta successiva, adesso non è più un giovane o una nuova proposta, ma è parte integrante di una squadra fallimentare».
Pio G. Sangiovanni
20/02/2012
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