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Papa Francesco: è segno di crisi occuparsi di banche, se la gente muore di fame non succede niente

Nel corso di un incontro in piazza San Pietro con i movimenti cattolici, Papa Francesco ha ricordato un 'midrash' ebraico sul cantiere della torre di Babele, dove "se cadeva un mattone era un dramma, se cadeva un operaio non succede niente". Con questo messaggio, Papa Francesco ha voluto esplicitare il significato di quell'insegnamento.
"Questo succede oggi - ha detto - : se nelle banche calano gli investimenti, questo è considerata una tragedia, ma se la gente muore di fame non succede niente".

Duro monito di Papa Francesco che, nell'apprendimendo degli insegnamenti del Vangelo di Gesù e delle azioni di Francesco di Assisi, scandisce il suo pensiero in modo vibrato e rimarca l'insegnamento Cristiano e del Santo che per scelta divenne povero. Così Papa Francesco: "La testimonianza di una Chiesa povera e per i poveri va contro questa mentalità".
"Questa è una crisi dell'uomo, che distrugge l'uomo. Nella vita pubblica, politica se non c'è l'etica tutto è possibile, tutto si può fare". Ma perché Papa Francesco, a tutto campo, sceglie la domenica di Pentecoste e lo fa davanti alla platea di fedeli rivolgendosi non solo a 200mila persone appartenenti ai movimenti, alle comunità, alle aggregazioni laicali e alle associazioni cattoliche presenti in Piazza San Pietro ma al Mondo intero.

Io rifletto e la penso come Papa Francesco: "Dio ci mette sempre accanto persone che ci aiutino nel cammino di fede". Questa persona è Papa Francesco che ha iniziato un percorso di fede (quasi di riscoperta del Battesimo) che non può ignorare la vita, quella sociale e politica del Mondo intero ma soprattutto quella italiana, essendo Papa Francesco: Vescovo e Padre di Roma.
Ed io, con tanta fantasia, immagino e riporto ciò che, a proposito, Papa Francesco avrebbe potuto dire di più ma non l'ha fatto.
"L'Unione Europea, i banchieri italiani e stranieri, i grandi capitalisti (Confindustria) ed anche il Vaticano avevano fretta di uscire dalla situazione senza apparente sbocco in cui si era trovato il sistema italiano; i loro partiti, dal PDL al PD, non potevano che rispondere signorsì.

LE BANCHE?!?

Il programma del governo Letta è nella sostanza la continuità della "agenda Monti", cioè un programma di attacco alle condizioni di vita e al salario dei lavoratori, precari, pensionati, a difesa di rendite e profitti. Poche misure formalmente positive, come l'abolizione o la riduzione dell'IMU sulla prima casa, serviranno solo a mascherare quello che sarà il proseguimento del massacro sociale fatto dal governo Monti (e da quelli di destra o di centrosinistra che lo hanno preceduto, si pensi solo alla precarizzazione del lavoro).

La risposta dei lavoratori e degli altri settori sfruttati ed oppressi non può essere che la più netta opposizione a questo governo e la lotta più radicale, da subito, per la sua cacciata. La classe operaia (i lavoratori) non può assistere passivamente ai giochi politici e istituzionali con cui i suoi avversari cercano di risolvere la propria crisi per continuare la propria offensiva contro i lavoratori. La classe operaia deve porre un programma di rivendicazioni sociali al centro della crisi politica per imporre una propria soluzione della crisi. E questo programma dev'essere radicale quanto è radicale la crisi che è chiamato a risolvere.
Ma attenzione, Papa Francesco non ha aggiunto (NON HA DETTO) queste cose, questo è frutto della mia fantasia, di neo iscritto dal 2012 al Partito democratico, ma penso che sia testimoniata dal pensiero di tantissimi militanti piddini che non vogliono rinunciare alle avanguardie di lotta, quale che sia la loro provenienza, che non vogliono arrendersi né al nuovo PD, né ai guru qualunquisti, né alla sconfitta.

Franco Guerrera - Iscritto al Circolo del Pd di Tortora-centro storico.

26/05/2013
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