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Sei in /Italia/2007/Lobby gay

E il vescovo attacca la “lobby dei gay”

Pubblichiamo la risposta del circolo Arcigay “Il Cassero” di Bologna in merito alla "Nota" diffusa dal direttivo della Cei sulle unioni di fatto. La nota contiene un vero e proprio richiamo all'obbedienza affermando che nessun politico "può appellarsi al principio del pluralismo e dell'autonomia dei laici in politica", inoltre "impegna" i cattolici a seguire il "magistero della Chiesa" e a scongiurare quelle "pressioni ideologiche, da lobby vere e proprie, a cominciare da quella che è legata al mondo dell’omosessualità". Ecco il testo del comunicato.

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Arcigay “Il Cassero” - Gay & Lesbian Center Nota disimpegnativa del Consiglio Direttivo a riguardo delle iniziative legislative in materia di unioni di fatto

L’ampio dibattito che il movimento di liberazione omosessuale è riuscito a imporre all’Italia sul tema dei diritti civili e delle coppie di fatto testimonia quanto bisogno ci sia, ancor oggi, di ribadire che la laicità dello stato italiano è una condizione irrinunciabile per la vita democratica.

La “nota” della Conferenza Episcopale Italiana, che richiama i cittadini e i politici cattolici alla coerenza agli ordini di Papa Benedetto XVI, ci riporta indietro di trent’anni, al dibattito sul divorzio e sull’aborto. La “nota impegnativa” della C.E.I. dimostra che la Chiesa Cattolica non ha affatto rinunciato al suo progetto di dominio temporale sull’Italia.

Per questo, amici e amiche di fede cattolica, ci rivolgiamo direttamente a Voi, con la certezza di trovare orecchie attente.

Noi, cittadini e cittadine omosessuali, bisessuali e transessuali, riteniamo lesa la sovranità dello stato italiano, impedito dai veti vaticani a legiferare nell’interesse della società.

Vi chiediamo – giacché Vi sappiamo cittadini democratici e adulti – di non seguire gli ordini dei Vescovi. Ordini neppur velati dalla buona educazione di far credere che si goda di una qualche autonomia.

Il movimento di liberazione omosessuale non dispone dei mezzi economici, mediatici e politici della Chiesa Cattolica. Stentiamo a raggiungere la carta stampata – e della televisione non si parla nemmeno – . Non godiamo di nessuno dei privilegi miliardari di cui gode il Vaticano grazie al Concordato. Possiamo far conto sulla nostra buona volontà, sulla nostra passione civile e sulla forza delle nostre idee.

E se anche fossimo potenti, non vorremmo mai trattare i cittadini di uno stato libero come bambini che non sanno scegliere il proprio bene. Siamo orgogliosi di non possedere nessuna verità rivelata, ma di contribuire al progresso di questa società che anche noi abitiamo. E dalla quale non intendiamo fuggire.

Noi persone omosessuali preferiamo “disimpegnarVi”, cittadini cattolici; lasciarVi liberi di riflettere, conoscere, indagare, formarsi un’opinione autonoma e infine decidere.

Crediamo nell’auto-determinazione e nell’autonomia di giudizio. Per questo, Vi lasciamo come Vi abbiamo trovato. Uomini e donne liberi.
30/03/2007
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