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Esame di Stato: non l'ha superato il 6% studenti

ITALIA - SCUOLA - Esame di Stato: non l'hanno superato 6 studenti su 100, il doppio dell'anno scorso. I 100 e lode sono lo 0,7%, si arriverà a circa 3000 studenti. Voti più bassi per le valutazioni della seconda prova scritta.
Gli studenti che non hanno superato l'esame Gli studenti che non hanno superato l'Esame di Stato quest'anno sono il 6,6% degli scrutinati, il doppio di quelli dell'anno scorso (3,3%). Il dato nasce dalla somma dei non ammessi (4%) e dei non promossi (2,6%).

Lo scorso anno venivano automaticamente ammessi tutti gli studenti che avevano regolarmente frequentato l'ultimo anno. Diminuiscono i voti alti. Il numero di studenti con una votazione superiore a 90 è sceso dal 20 al 17%. In particolare quelli con 100 sono diminuiti dal 9,7 al 7,5%. Specularmente è aumentata la percentuale di studenti con votazione compresa fra 61 e 80: è passata da 51,6% al 54,6%. L'allineamento verso il basso riguarda tutte le circoscrizioni territoriali.

Voti più bassi per le valutazioni della seconda prova scritta. La presenza del commissario esterno con competenza specifica nella materia della seconda prova scritta (che quest'anno era presente nel 70% delle commissioni) ha reso più rigoroso l'esito della prova.

I 100 e lode sono stati lo 0,7%, si stima che alla fine saranno circa 3.000 ragazzi diplomati con lode: il 33,1% proviene dal liceo scientifico, il 25,1% dal liceo classico, il 23,5% dagli istituti tecnici. Tenendo conto della numerosità dei diplomati nei diversi tipi di istituto il tasso di eccellenza è maggiore nei licei classici dove l'1,5% dei diplomati ha ottenuto la lode. Seguono le altre tipologie di licei.

Ottisti. La nuova legge sull'esame di Stato ha messo vincoli sulle abbreviazioni per merito, i cosiddetti "ottisti" (studenti che, cioè, con la media dell'8 potevano saltare il quinto anno ed essere ammessi direttamente all'esame). Aver richiesto l'8 in tutte le materie e il 7 in tutte le materie nei due anni precedenti senza nessuna bocciatura ha falcidiato il numero degli ottisti passati dai 3.800 dell'anno scorso ai 147 di quest'anno.

Privatisti. I candidati privatisti sono diminuiti del 20%.

Paritarie e statali. L'anno scorso la quota dei diplomati nelle scuole statali e paritarie era pressoché identica in tutti i tipi di scuola. Quest'anno, al contrario, assistiamo a una diminuzione dei diplomati nelle scuole paritarie: ad esempio, lo scorso anno, nei licei classici i diplomati erano il 99% sia nelle statali che nelle paritarie; quest'anno i diplomati nei licei classici statali sono stati il 97% e in quelli paritari il 91,5% con un divario pari a 5,5 punti. Addirittura negli istituti tecnici lo scorso anno i diplomati nelle paritarie erano 3 punti percentuali in più che nelle statali (97,8 delle paritarie contro il 94,9 nelle statali). Quest'anno si è avuta un'inversione del dato: negli istituti tecnici statali si è diplomato il 92,3% degli scrutinati mentre in quelle paritarie l'83%. Il calo è dovuto prevalentemente a quelle scuole paritarie dove è molto rilevante la quota di candidati privatisti esterni rispetto agli interni. (L'incidenza dei candidati esterni nelle scuole paritarie è del 12,3% mentre nelle scuole statali è del 3%).

Task force. Perché la nuova legge non rimanesse lettera morta si è provveduto a mettere in campo una task force ispettiva di oltre 300 persone che, nei venti giorni di durata degli esami, ha visitato circa 7.000 commissioni.
La scuola ha risposto a questo cambiamento di rotta e ha aiutato a rendere l'esame più serio e credibile. Quest'anno le rinunce da parte di presidenti e commissari è stata di gran lunga inferiore a quella dei primi anni delle commissioni miste: dal 33% di rinunce dei commissari del 2000 al 22,7% di quest'anno. La task force ha messo in evidenza che studenti ammessi con debiti dai consigli di classe non sono riusciti ad affrontare bene l'esame perché fortemente condizionati dalle lacune non colmate.

Il vantaggio delle donne. Si conferma evidente il vantaggio femminile in termini di risultati e di regolarità dei percorsi, anche nelle eccellenze. Sono in particolare da segnalare che le ragazze hanno voti più alti dei loro coetanei: nel caso dei 60, le ragazze sono il 9,1% contro il 15,9% dei ragazzi ; nel caso delle votazioni tra i 61 e i 70, le ragazze sono il 25,9% contro il 34,4% dei ragazzi.
I risultati delle ragazze crescono a partire dalle votazioni 71-80 fino alle votazioni massime ed eccellenti: sono il 25,4% contro il 23,9% tra i 71 e gli 80; il 18,4% contro il 13,1% tra gli 81 e i 90 ; l'11,9% contro il 7,2% tra i 91 e i 99. Sono, infine, l'8,6% contro il 4,8% nei 100 ; e lo 0,8% contro lo 0,6% nelle lodi.

La valutazione esterna incentiva il miglioramento dei livelli di apprendimento Questi dati confermano che la reintroduzione della commissione esterna, del giudizio di ammissione e l'introduzione del 100 e lode hanno fatto diventare più serio l'esame valorizzando l'impegno degli studenti e premiando le eccellenze.
Come ci insegna la migliore ricerca internazionale l'introduzione di una valutazione esterna innalza i livelli degli apprendimenti di tutti gli studenti (i Paesi che hanno un esame finale esterno hanno un vantaggio che va dai 12 ai 36 punti PISA in più sui livelli di apprendimento degli studenti rispetto a quelli che non hanno esami esterni. È opportuno ricordare che nella media europea 41 punti corrispondono ad un anno in più di scuola). (L. Wasserman, 2005).

Fonte: www.istruzione.it
27/07/2007
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