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Referendum, democrazia ed esercizio diritti civili

IL SETTIMANALE - Il tormentone elettorale che ha coinvolto gli italiani in un estenuante tour de force con una campagna elettorale durata praticamente ben sei mesi, si è finalmente conclusa ed ha assegnato i suoi verdetti, ben noti ormai a tutti. Più che sul dato parlamentare o su quello delle amministrative, ci preme fornire alcuni spunti di riflessione sull’eccezionale evento referendario del 25 e 26 giugno scorso che ha rappresentato sicuramente un altissimo momento di esercizio della democrazia da parte del popolo italiano. Tuttavia esso ci offre anche la possibilità per riprendere una questione oggetto di vivaci discussioni e aspre polemiche qui ad Orsomarso, che sono andate ben al di là del ristretto ambito del palazzo e del Consiglio comunale. L’acquisizione da parte del Comune della strada dell’Enel.
La decisione di collegare il tema del referendum con una problematica locale così profondamente sentita e che ha coinvolto centinaia di cittadini, deriva dal fatto che si tratta di un tema che investe direttamente la sfera dei diritti fondamentali dei cittadini ad esercitare la democrazia diretta rispetto a decisioni di interesse collettivo per le quali si rende necessario un maggiore coinvolgimento degli elettori senza fermarsi all’esercizio delle scelte, assolutamente legittimo, si badi bene, da parte delle maggioranze consiliari e delle giunte comunali.
Per la verità un’indicazione molto chiara era giunta al civico consesso dalle circa cinquecento firme raccolte in meno di due giorni in paese che chiedevano di non dare corso alla delibera di approvazione del passaggio della strada dall’Enel al Comune di Orsomarso. Fermo restando il fatto che non ci è sembrato giusto che non si sia spesa nessuna parola sul valore di questa petizione, sembra quanto mai necessario ed importante non far cadere nel dimenticatoio o, peggio ancora, snobbare il senso civico di tanti cittadini elettori che hanno voluto così dire concretamente il proprio pensiero ai rappresentanti democraticamente eletti, ricordando loro che l’incarico amministrativo ricevuto si esercita in nome, per conto e nell’interesse della comunità.
Visto che, almeno a parole, tutti sono d’accordo su questo principio, adesso ci pare sia giunto proprio il momento di metterlo in pratica, sperimentando concretamente uno strumento di democrazia diretta messo a disposizione dei cittadini dalla normativa vigente e puntualmente recepito dallo Statuto del Comune di Orsomarso all’articolo 36 che alleghiamo di seguito. Coraggio, dunque, facciamo in modo che si possa arrivare a delle scelte condivise!

Statuto del Comune di Orsomarso
Art.36 – Referendum
1. Un numero di elettori residenti non inferiore al 40 % degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengano indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale.
2. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è già stato indetto un referendum nelVultimo quinquennio. Sono inoltre escluse dalla potestà referendaria le seguenti materie:
a) Statuto comunale;
b) Regolamento del consiglio comunale;
e) Piano Regolatore Generale e strumenti urbanistici attuativi;
3. Il quesito da sottopone agli elettori deve essere di immediata comprensione e tale da non ingenerare equivoci.
4. Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine all’oggetto di atti amministrativi già approvati dagli organi competenti del Comune, a eccezione di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma 2.
5. Il consiglio comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni. la loro validità e la proclamazione del risultato.
6. Il consiglio comunale deve prendere atto del risultato della consultazione referendaria entro 30 giorni dalla proclamazione dei risultati e provvedere con atto formale in merito all’oggetto della stessa
7. Non si procede agli adempimenti del cornma precedente se non ha partecipato alle consultazioni almeno la metà più uno degli aventi diritto
8.Il mancato recepimento delle indicazioni approvate dai cittadini nella consultazione referendaria deve essere adeguatamente motivato e deliberato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali.
9. Nel caso in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, il consiglio comunale e la giunta non possono assumere decisioni contrastanti con essa.
san.pio gio.
03/07/2006
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