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Sei in /Rubriche/La Locandina/Locandina 2010/11^ Domenica dell'anno 2010 (anno C)

Il perdono e la Grazia di Cristo sconvolgono le convinzioni che basavano la fede sull'osservanza della legge

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - «Sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me». Queste parole dell'apostolo Paolo sono il cuore della seconda lettura di oggi. Spesso sono commentate come una specie di vertice dello sforzo spirituale per conformare la propria vita a quella di Cristo. In realtà, collegandole bene tra loro, il senso sembra un altro. Paolo racconta l'esperienza sconvolgente dell'amore di Cristo. Sconvolgente, perché la scoperta del Suo perdono e della Sua Grazia ha stravolto le sue precedenti convinzioni che basavano la fede sull'osservanza della legge. Prima Paolo era come il fariseo e i suoi colleghi, che siedono a mensa con Gesù nel vangelo. Viveva per la legge e non per l'amore, badava all'osservanza minuziosa delle norme, le stesse che avrebbero dovuto impedire a una donna di cattiva reputazione di entrare in una casa di persone per bene e tanto più di toccare Gesù. Quando ciò accade e Gesù lo approva, il furore religioso dei presenti si palesa nel loro disappunto, che non sfugge a Gesù. Egli, tuttavia, sembra avere a cuore anche la loro conversione, oltre che quella ben palese della donna che piange ai suoi piedi, perciò spiega che perdono e amore sono strettamente interdipendenti tra loro: chi riceve un perdono più grande ama di più e viceversa. L'avrà capito il fariseo Simone, che tuttavia non doveva avere pregiudizi su Gesù, dal momento che l'aveva invitato? Non lo sappiamo. Sappiamo che l'ha capito sicuramente Paolo, per il quale ormai vivere per Cristo significa vivere anche di Cristo, cioè di quello stesso amore che l'ha conquistato e ha fatto morire in lui quella legge, in nome della quale Cristo fu appeso alla croce. Con Paolo anche noi siamo chiamati a capire che uno spazio completamente nuovo si spalanca davanti a noi, quello di chi sa che solo nell'amore è la nostra salvezza.

Preghiera
Simili a fiori di campo, crescono intorno a noi
persone ordinarie che talora ci sorprendono
perché i loro gesti profumano d'improvviso
di un valore che sfiora straordinariamente
le stelle ed i cieli, sì gli stessi che l'Amore ha creato
e mantiene nel loro moto incessante...
Fu così con quella donna, quel giorno,
quando il profumo, frutto di tutti i suoi risparmi,
mentre dava fastidio ai presenti,
intenerì il tuo cuore, perché raggiungendoti,
aveva già raggiunto le galassie più remote e lontane ...
Così fu anche quando, avendo chiamato dal cielo
quel Paolo che ti perseguitava,
accogliesti le sue lacrime che sgorgavano
da occhi momentaneamente spenti,
nella ricerca di una vera luce
che aveva oscurato la legge e le sue arroganti certezze.
Accogli oggi, Gesù, anche le nostre lacrime,
avendoci fatto capire, che se anche solo vivessimo
come fiori che nessuno nota e talvolta la gente calpesta,
il profumo che da essi promana raggiunge il tuo cielo. Amen!
(GM/13/06/10)

Vangelo di Luca (7,36-8,3) - In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?» Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Lettera ai Galati (2,16.19-21) - Fratelli, sapendo che l'uomo non è giustificato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno. In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me. Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.

12/06/2010
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