Accedi oppure Registrati
Prima pagina Notizie Articoli Foto Dizionario dialettale Abystron teche Sostienici

dove
Direttore: Pio G. Sangiovanni Credits | Privacy
07:07
Lunedì
10/08/2020
Traduci English Français Español Deutsch Portuguese
Sei in /Rubriche/La Locandina/Locandina 2010/5^ Domenica del tempo ordinario - 2010 (anno C)

La nostra vita può essere appagata solo dall'andare in mare aperto

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Faticare tutta la notte, faticare per nulla! Così sembra alla resa dei conti. Almeno quelli più appariscenti e umanamente prevedibili. Ma non è così. Il Vangelo ci invita a guardare più in alto, a guardare oltre. Non ci offre una promessa vagamente consolatoria, ma ci indica un nuovo modo di valutare le cose, di capire la nostra stessa vita. Essa non può essere riempita con beni materialmente accumulabili. Se anche fossero innumerevoli non riempirebbero il cuore. La nostra vita può essere appagata solo dall'andare in mare aperto, nel tentativo di superare continuamente i propri limiti e quelli del nostro abituale modo di vivere e - per quanto possa sembrare paradossale - persino quelli della propria Chiesa. Lasciare tutto per seguire Gesù può sembrare una follia, ma nonostante ciò, ha il suo senso proprio nel non volersi mai fermare, nel non darsi mai per vinti, consegnando interamente la propria vita a Colui che sempre ci precede.

PREGHIERA
Dopo aver seminato la Parola, tu dici, Gesù,
di prendere il largo e di pescare altrove:
non importa se vana è stata
la fatica d'una intera notte,
occorre tentare e ritentare.
E così anch'io ci riprovo ancora,
fidandomi solo della tua Parola
anche quando constato in me e qui tra noi
aridità e facili entusiasmi
pronti a spegnersi al primo cimento...
Ma non voglio fare anch'io la stessa fine e
perciò continuerò ad andare al largo
e a ributtare in mare ancora le mie reti,
ancora e sempre, fino all'ultimo istante.
Se tu sarei con me, anche quando
non si vedranno altro
che reti vuote e volti indifferenti
la tua Parola mi sosterrà
finché un giorno la barca, inaspettatamente
carica oltre misura,
mi ricondurrà a casa coi miei fratelli. Amen.
(GM/07/02/10)

Vangelo di Luca (5,1-11) - Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: "Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca". Simone rispose: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti". Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: "Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore". Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; 10così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini". E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

06/02/2010
Bookmark and Share
Ascolta con webReader

 


1 commenti.

Per visualizzare lo spazio commenti è necessario accedere al sito.

Accedi
Nome utente
Password
 
 
Registrati | Recupera dati
In questa sezione