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Questione sanitaria: il Pd presenta un esposto alla Magistratura

ORSOMARSO - La questione sanitaria ancora irrisolta torna in primo piano. Stavolta a sollevarlo con convinzione è il Circolo del Partito democratico che presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Paola e agli altri vertici politico-istituzionali sollecitando una risposta immediata anche dal punto di vista delle violazioni di legge. Pubblichiamo di seguito l'intero documento che ci è stato trasmesso dal coordinatore del Pd orsomarsese.

«Il Partito Democratico, sensibile alle difficoltà cui sono sottoposti la gran parte di coloro che vivono ad Orsomarso a causa della mancata soluzione dell'assistenza medica di base, ha deciso, a supporto di quanto sta portando avanti per via istituzionale l'Amministrazione Comunale, di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Paola, alla Prefettura di Cosenza e all'Assessorato Regionale alla Sanità, per segnalare lo stato dei fatti anche alla luce della normativa che regola la medicina generale, al fine di rimuovere eventuali inadempienze ed omissioni per arrivare, comunque, al ripristino della normalità dell'assistenza sanitaria di base nel nostro paese.

Il Partito Democratico è intervenuto sin dall'inizio su questa delicata vicenda e continuerà a seguirla con rinnovato impegno, nello stesso tempo non mancherà di denunciare situazioni e fatti che dovessero accentuare il disagio a cui i cittadini sono sottoposti.

E' proprio in questi momenti che lasciano presagire difficoltà per la soluzione del problema che è necessario impegnarsi maggiormente, non tirarsi indietro e chiamare tutti a dare il proprio contributo, denunciando eventuali inadempienze o scarsa attenzione di chi ha competenza in merito. Non abbandoneremo il campo e saremo al fianco di quanti, indipendentemente dal gruppo di appartenenza, sono sensibili al problema e vogliono affrontarlo. E' un disagio reale che interessa indistintamente tutti i cittadini che vivono ad Orsomarso.

A tale proposito vogliamo pubblicamente ringraziare il dott. Candia che in molte circostanze chiamato ad intervenire, pur non avendone alcun obbligo, non ha fatto mai mancare la sua preziosa presenza, evitando così ulteriori disagi e, in alcuni casi, serie conseguenze».

Ecco di seguito il testo dell'esposto:

 Signor Procuratore della Repubblica - Paola

Signor Prefetto - Cosenza

Signor Assessore Regionale Sanità - Catanzaro


Oggetto: esposto.
Dal mese di febbraio 2009 con il pensionamento del dott. Candia, nonostante fosse da tempo ben noto all'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza che il predetto professionista avrebbe dovuto lasciare il servizio per raggiunti limiti di età, il Direttore del Distretto Sanitario Praia-Scalea, dott. Pasquale Petrucci, con una sua comunicazione affissa alle bacheche pubbliche, faceva sapere che era stato comunicato per le vie brevi dal Comitato Consultivo Aziendale che non ricorrevano i termini per l'individuazione di zona carente di assistenza primaria nel comune di Orsomarso e quindi non era possibile l'assegnazione dell'incarico ad altro medico al posto del dott, Candia. Proseguiva dicendo che nelle more di espletare ogni utile tentativo per l'eventuale apertura nel territorio comunale di un ambulatorio da parte di medici già iscritti nel Distretto, gli utenti avrebbero potuto effettuare la scelta di un qualsiasi altro medico presente nello stesso Distretto. Precisava infine che, negli orari previsti, ci si poteva rivolgere alla Guardia Medica di S. Maria del Cedro e nei casi d'urgenza poteva comunque essere attivato il servizio 118.

Quanto sopra, se non altro, denota una marcata sottovalutazione del problema e della realtà delle cose, in quanto, come è noto, non tutti hanno la possibilità e l'autonomia di potersi spostare nell'ambito del Distretto, la nostra è una popolazione prevalentemente anziana, e il servizio di Guardia Medica funziona solo di notte e nei giorni festivi. Richiedere poi l'intervento del 118 a discrezione dell'utente, senza una valutazione medica, può portare ad un uso distorto di tale importante servizio che può comportare conseguenze anche gravi oltre a far lievitare la spesa sanitaria. E' quantomeno discutibile che il Direttore del Distretto Sanitario dia tali indicazioni.

Ci riesce difficile comprendere qualcosa in questa incresciosa situazione. Sarà un nostro limite in quanto non esperti in gestione aziendale sanitaria, ma volendo capire, in ragione della tutela della salute pubblica, ci chiediamo cosa sia cambiato dalla sera alla mattina tanto da giustificare il giorno prima un medico di medicina generale incaricato e il giorno dopo, per la sostituzione dello stesso, la mancanza dei requisiti per essere individuati come zona carente. E' diminuita drasticamente la popolazione residente? Sono stati inseriti in precedenza medici in numero superiore a quello previsto? Qualcuno una spiegazione dovrebbe darla. Qualcuno dovrebbe pretenderla.

Ad oggi il risultato è che circa trecento persone sono completamente prive di assistenza sanitaria di base e per il resto è a mezzo servizio, o al mattino o al pomeriggio. Pertanto, in caso di necessità, per lunghe ore si è completamente privi di assistenza sanitaria in quanto la Guardia Medica, peraltro non istituita nel comune di Orsomarso, espleta servizio dalle ore 20,00 alle ore 8.00 del mattino seguente. Tale situazione è determinata dal fatto che il dott. Urbano, al quale evidentemente l'Azienda Sanitaria ha dato l'autorizzazione ad aprire l'ambulatorio nel nostro comune, essendo titolare di ambulatorio nel comune di Aieta la sua presenza non può coprire l'orario che la normativa prevede per il medico di base. Per lo stesso motivo non ha potuto acquisire le scelte di tutti i cittadini residenti perché avrebbe superato i massimali consentiti.

Considerato inoltre che Orsomarso dista circa 30 Km dal più vicino presidio ospedaliero, questo aggrava la già precaria situazione vissuta dai cittadini. Infatti, stante il fatto che in alcune ore l'assenza di un medico di base è totale, giacché la postazione più vicina dista 30 Km può risultare vano l'eventuale intervento del 118 in quanto si discosta per difetto dai tempi previsti dalla legge: per i codici gialli 8 minuti nelle aree urbane, 20 minuti nelle aree extraurbane. Riteniamo, pertanto, non esagerato affermare che nel nostro comune il diritto all'assistenza sanitaria è quasi negato.

L'assistenza medica primaria, per la parte in questione, è regolata dall'Accordo Collettivo Nazionale e dall'Accordo Integrativo Regionale di medicina generale.

L'art. 35 comma 3 dell'A.C.N., impone al medico che ha accettato l'incarico nell'ambito, un preciso dovere: " aprire nell'ambito territoriale carente assegnatogli, tenuto conto delle eventuali prescrizioni dell'articola 34 comma 11, uno studio professionale idoneo secondo le prescrizioni dell'art. 36 e darne comunicazione alla Azienda".

L'art. 34 comma 11 richiamato testualmente recita: " In sede di pubblicazione degli ambiti territoriali carenti , fermo restando l'ambito di iscrizione del medico, l'Azienda può indicare la zona in cui deve essere comunque assicurata l'assistenza ambulatoriale."

Quando sono state autorizzate le aperture degli ambulatori l'Azienda Sanitaria ha tenuto conto della situazione del territorio di riferimento e delle possibilità previste nella predetta normativa? L'Accordo Integrativo Regionale al Capo II- Assistenza Primaria punto 12.1 lettera e) Ambiti Territoriali, così recita: " nell'eventualità che nell'ambito territoriale individuato piccoli comuni o frazioni di comuni con oltre 500 abitanti si trovino privi di assistenza medica, e nell'impossibilità di poter dichiarare carente l'ambito di riferimento, verranno contattati i medici titolari di incarico di assistenza primaria nello stesso ambito con possibilità di scelte al fine di aprire altro ambulatorio nel comune o frazione interessata con congruo orario. Nell'eventualità che nessuno dei medici si dichiari disponibile, in deroga al rapporto ottimale, l'ambito potrà essere dichiarato carente."

Allo stato attuale, come abbiamo detto, circa trecento residenti, tra i quali diversi anziani, sono completamente privi di assistenza medica, il rimanente usufruisce di una assistenza sanitaria di base a tempo parziale. L'Azienda Sanitaria ha tenuto conto del fatto che il dott. Urbano, come detto, essendo titolare di ambulatorio nel comune di Aieta non poteva ricevere le scelte di tutti i cittadini residenti nel comune di Orsomarso? Sono stati interpellati altri medici del Distretto? Ci sono stati rifiuti da parte degli eventuali medici interpellati?

A tutt'oggi nulla è cambiato, né l'Azienda Sanitaria ha fatto conoscere la presenza di procedimenti amministrativi in atto per garantire a tutti l'assistenza medica di base (come i cittadini esasperati hanno rivendicato con una manifestazione di piazza il 13 dicembre 2009) nonostante la richiamata normativa lo disponga con chiarezza e nonostante a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 241/09 la Giunta Regionale ha modificato l'Accordo Integrativo Regionale portando il rapporto ottimale di un medico ogni 1000 residenti al posto di un medico ogni1200 assistiti.

Considerato che tale situazione non è da paese civile, che la tutela della salute è un diritto di tutti i cittadini sancito nella Carta Costituzionale, che le norme e gli accordi collettivi intercorsi non si discostano da tale principio, chiediamo che si intervenga affinché sia attuato tutto quanto previsto per un'assistenza sanitaria degna di questo nome alla quale i cittadini per legge hanno diritto, e che siano rimosse eventuali omissioni al riguardo.

Se quanto esposto non è ascrivibile alla normalità delle cose e al rispetto delle leggi e degli accordi sottoscritti in materia di che trattasi, voglia l'ill.mo signor Giudice verificare se ricorrono eventuali estremi di carattere penale a carico di chi ha responsabilità in merito.

Orsomarso, 02.02.2010 (Il Coordinatore Giuseppe BLUNDI)

11/02/2010
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