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Sei in /Rubriche/La Locandina/2009/13^ Domenica dell’anno B - 2009

Più forte di ogni legge è l'amore che guarisce e salva

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Delle due donne presenti nel Vangelo di questa domenica, la donna che tocca il mantello di Gesù, sarebbe, secondo una certa tradizione, la Veronica. Viene guarita dall’inarrestabile flusso di sangue che la tormenta e si premurerà di asciugare il sangue sul volto del Maestro, quando sarà condotto a morte lungo la via del Calvario. Riceverà in dono l’immagine del suo volto sul panno da lei adoperato. Non è una storia documentata né documentabile e tuttavia esercita un suo fascino, soprattutto se si pensa a ciò che Gesù ha storicamente compiuto, perché la donna non venisse trattata come essere inferiore o come fonte di contagio e di peccato. Proprio per questo egli stesso mette in risalto il fatto di essere stato furtivamente toccato da lei e di averla già guarita e per lo stesso motivo prende ancora per mano, nel Vangelo di oggi, una ragazza morta e la riporta in vita, trasgredendo i più severi tabù dell’epoca: toccare una donna con il flusso di sangue e toccare un cadavere. Ma nulla può arrestare il Maestro che insegna che più forte di ogni legge è l’amore e che egli è venuto proprio per guarire e salvare.
(Una tradizione antica collega l’emorroissa del Vangelo con Veronica, a partire dai Vangeli apocrifi (Atti di Pilato cap. 7), chiamandola “Beronike” in greco, che in latino diventa “Veronica”, (cf www.santiebeati.it/dettaglio/62275, immagine dal WEB)

PREGHIERA
Veronica si affaccerà un giorno con il suo lino
sfidando i soldati e i tuoi crocifissori ebbri di sangue.
Non si fermerà nemmeno allora,
come non si era arresa davanti alla folla,
quando si era aggrappata al tuo mantello…
Condannata dai medici e dagli uomini,
il tuo mantello, Gesù, era rimasto
l’ultimo suo appiglio,
e il suo sangue si era fermato toccandolo.
Un giorno correrà a pulire il tuo volto
coperto di polvere e di sangue e su quel pezzo di lino
vedrà impressa quella tua immagine
che, da quando aveva toccato il tuo mantello,
le era rimasta bene impressa nel cuore.
Il tuo volto vogliamo anche noi cercare
e detergere tra i fratelli più affaticati ed infelici.
Aiutaci a scorgervi sempre i tuoi lineamenti,
sulla loro e la nostra strada,
che ci conduce fuori della città
verso quell’altro mondo, dove tu ci attendi. Amen! (GM/28/06/09)

Dal salmo 29 - Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato. Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,/non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me./Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,/mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. //Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,/della sua santità celebrate il ricordo,/perché la sua collera dura un istante,/la sua bontà per tutta la vita./Alla sera ospite è il pianto/e al mattino la gioia.//Ascolta, Signore, abbi pietà di me,/Signore, vieni in mio aiuto!/Hai mutato il mio lamento in danza,/Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

Vangelo di Marco (5,21-43) - In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

27/06/2009
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