Accedi oppure Registrati
Prima pagina Notizie Articoli Foto Dizionario dialettale Abystron teche Sostienici

dove
Direttore: Pio G. Sangiovanni Credits | Privacy
21:40
Giovedì
06/08/2020
Traduci English Français Español Deutsch Portuguese
Sei in /Rubriche/La Locandina/2009/28 Domenica anno B - 2009

La sapienza è dono che viene da Dio, è accoglienza e dedizione a lui

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - «Tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato l'argento». Che cosa è così importante, da meritare tanta considerazione? È la «sapienza», di cui ci parla la prima lettura. Essa è dono che viene da Dio ed è dedizione a lui. Soprattutto è accoglienza di ciò che nel Vangelo appare come una proposta, la più alta e la più ardita che un uomo possa mai sentirsi rivolgere, e per giunta da Gesù in persona: «Vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Non si tratta di spogliarsi di tutto per privarsi di ogni bene, ma di restare conquistati da uno «splendore che non tramonta mai», per camminare liberi e felici dietro la sua luce. Si tratta di diventare a poco a poco trasparenti di quella stessa luce. Il Vangelo ti invita in realtà ad arrivare all'ultima identificazione: quella tra la luce della sapienza e Cristo, che dirà: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8,12). Ma non tutti sono disposti a seguire tale percorso, sicché oggi ci viene raccontato come qualcuno si lascia ancora soggiogare dall'oro e dall'argento e diventa scuro nel volto e nell'anima (stugnásas, cioè essendosi rabbuiato, come un cielo coperto) anziché sbarazzarsi di ogni altra ricchezza per acquisire la vera sapienza. È un monito, perché non cadiamo anche noi nella trappola di beni che, sebbene diano sicurezza materiale, non possono certo far rilucere di gioia la vita.

PREGHIERA
Come va mesto quel viaggio di ritorno, o Gesù!
Con i suoi servitori e i cammelli
il giovane ricco ti ha appena voltato le spalle
e, rabbuiatosi in volto, ritorna alle sue occupazioni.
Basteranno a cancellare quel tuo sguardo d'amore
e il sorriso con cui l'invitavi ad avere un solo tesoro,
quello del cielo, e a seguirti?
No; lo so per certo, non basteranno a riempire le giornate
che come dune s'ammonticchiano l'una sull'altra,
laddove si trascinano i piedi e la sabbia sembra
trattenere i passi dell'uomo ogni giorno di più.
Pesantemente, fino a bloccarlo del tutto
e tenerlo per sempre con sé, in quell'ultima notte
che viene a ingoiare e pensieri e parole,
desideri e sospiri!
Aiutaci, allora, a dirti di sì, rendici capaci
di sbarazzarci d'ogni cosa che dovesse quaggiù trattenerci, perché
liberi possiamo seguirti, come chi insegue
ogni giorno un raggio più lontano di luce. Amen! (GM/11/10/09)

Sapienza (7,7-11) Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento. L'ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta. Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Vangelo di Marco (10,17-30) - In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: "Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre"». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

10/10/2009
Bookmark and Share
Ascolta con webReader

 


1 commenti.

Per visualizzare lo spazio commenti è necessario accedere al sito.

Accedi
Nome utente
Password
 
 
Registrati | Recupera dati
In questa sezione