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Sei in /Rubriche/La Locandina/2009/23^ Domenica anno B - 2009

La Parola di Dio come ristabilimento del diritto violato e della legge calpestata

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - La prima frase della profezia di Isaia esige un approfondimento letterario. Nel consolare gli "smarriti di cuore" il profeta dice: «Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Contrariamente al senso italiano, dove vendetta significa farsi giustizia da sè, il termine ebraico (nāqām) deriva dal linguaggio giuridico e significa provvedimento giudiziario che pone fine ad un'ingiustizia, che qualcuno continua a commettere ai danni di un altro. In questo senso Dio stesso viene talvolta indicato come "vendicatore" (nōqēm), con notevoli esagerazioni ed esagitazioni da parte di coloro che oggi potremmo chiamare fondamentalisti, come testimoniano alcuni scritti provenienti da Qumran. Il senso più profondo della Parola di Dio va tuttavia nella direzione del ristabilimento del diritto violato e della legge calpestata e pertanto dell'annuncio del suo intervento a favore dei poveri e degli infelici. Tra costoro c'erano i sordomuti, che probabilmente, al pari delle altre categorie legalmente non protette, affidavano la loro causa a Dio. Gesù viene non solo per proclamare che Dio sta dalla parte di chi è emarginato come loro, ma per offrire una salvezza totale, che come nel caso odierno, arriva alla restituzione dell'integrità fisica. A ciò è da aggiungere l'esemplarità dell'episodio: Gesù tocca le orecchie e la lingua del sordomuto, quasi ad indicare che egli stesso entra in relazione vitale con coloro che lo invocano per essere guariti.

PREGHIERA
Sollevo anch'io i miei occhi verso i tuoi, o Gesù,
come l'uomo condotto da te lontano dalla folla,
per indicarti che bloccata è la mia lingua
e sordo è il mio udito.
Sì, perché, per essere sincero, non ho la forza di parlarti
né tanto meno quella d'ascoltarti...
Mi son perso in questo mondo di parole su parole
che spesso sembrano dire niente,
mentre pretendono di dire tutto,
e così ho girato altrove il mio sguardo
e rischio di perdere ogni giorno di più
anche la voglia di comunicare con qualcuno.
Per questo ho bisogno doppiamente d'essere guarito.
Tu mi guardi e sorridi e tocchi il mio volto
ed i miei sensi che corrono pericolo d'avvizzirsi.
E poi guardando più in alto di me,
emetti il tuo spirito e un sussurro.
È lo stesso che aprì le porte del firmamento
e lanciò le galassie nella loro danza senza fine.
Lo dici oggi anche a me ed al mio cuore stanco,
lo dici a tutti coloro che ancora, sebbene a gesti,
si rivolgono verso il cielo.
Tu dici «Effatà» e inizia anche per me ed i miei fratelli
nuovamente la danza della vita. Grazie Gesù. (GM/06/09/09)

Profeta Isaia (35,4-7 a) - Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d'acqua.

Vangelo di Marco (7,31-37) - In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

06/09/2009
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