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Tirreno cosentino, tutela sanitaria inesistente

di Alessandro Cozza (*)

ALTO TIRRENO - Circa 10 giorni fa, il 30 giugno, è stato asportato dal Capt di Praia a Mare il radiografo smontato il 30 dicembre 2013. Ciò è avvenuto nella totale indifferenza. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, quindi nessuno ha parlato. A dicembre la dirigenza aveva giustificato lo spostamento dello strumento a Cetraro per un'avaria del radiografo ivi presente e, con l'arrivo di quello praiese, si sarebbe potuta riprendere l'attività in tempi brevi.

Il radiografo, sottratto a Praia, è divenuto indispensabile per Cetraro dopo sei mesi.
A Praia adesso è rimasto un solo radiografo per cui un guasto determinerebbe la sospensione del servizio giustificando anche la sospensione delle prenotazioni attuata solitamente ad Agosto e nel periodo natalizio.
Nel mese di giugno per due lunedì di seguito il sistema informatico ha impedito le prenotazioni radiologiche e nei mesi scorsi sono state rilevate più volte criticità del sistema informatico gestito al di fuori del Capt.
E' a rischio la permanenza annuale del PPI H24 la cui attività potrebbe essere attivata solo nei mesi estivi.
Eppure il decreto n. 18/2012 nella parte che ha trasformato l'Ospedale praiese in Capt è stato annullato dalla sentenza n.2576/2014 del Consiglio di Stato del 20 maggio 2014.

La Regione Calabria però, non ha applicato la sentenza continuando a danneggiare gli abitanti di una vasta area dell'Alto Tirreno Calabrese. L'ospedale Spoke di Cetraro-Paola, frutto del decreto n. 18/2012 non riesce a garantire ai cittadini l'efficienza sanitaria promessa. I livelli essenziali di assistenza non possono essere garantiti attraverso due ospedali, già di per sé inefficienti che sono stati vicendevolmente smembrati per essere riuniti in Spoke, benchè dotati di una duplicazione di servizi a danno del distretto di Praia. Entrambi i presidi hanno il Pronto Soccorso ma Praia a Mare ha solo il PPI ed entrambi hanno il servizio di radiologia che periodicamente sottrae strumenti al Capt praiese. La creazione di uno Spoke così realizzato e la riconversione dell'Ospedale di Praia in ossequio al decreto n. 18/2012 è costato un prezzo molto alto in vite umane.

Perciò, al di là delle critiche, degli appelli, delle manifestazioni è ormai tempo che si individuino i responsabili, secondo Flavio STASI, nell'articolo apparso sulla stampa il 4 luglio scorso: "In Calabria è in atto un democidio: tutti coloro che hanno proposto, ratificato o semplicemente non impedito, nella loro qualità di rappresentanti istituzionali o responsabili amministrativi, provvedimenti con i quali le istituzioni di ogni livello hanno dolosamente deciso di fronteggiare il disavanzo finanziario della sanità attraverso temporanei o definitivi interruzioni dei servizi sanitari, ridimensionamenti o accorpamenti delle strutture ospedaliere, diminuzione dell'offerta sanitaria ben al di sotto della dignità umana, sono responsabili di democidio".

"Coloro che hanno il dovere morale e professionale di sorvegliare ed informare ... ne sono i fiancheggiatori". Purtroppo coloro che a vario titolo hanno causato questa situazione non risponderanno mai delle proprie azioni né cercheranno di rimediare agli errori commessi finché vi saranno delle voci isolate a manifestare.

La rassegnazione e l'indifferenza non potrà che portare al completo azzeramento del presidio praiese. Pertanto, si chiede, ancora una volta, a tutti i rappresentanti politici, in particolare ai presenti all'assemblea che si è tenuta a Praia il 20 giugno scorso di impegnarsi seriamente per impedire ulteriori disastrose conseguenze.

Tortora, 15.07.2014

(*) Presidente Associazione Sanità è Vita Onlus

 

16/07/2014
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