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Domenico Forestieri scrive ai consorziati del Valle Lao criticando l'operato del lungo commissariamento dell'Ente

TIRRENO COSENTINO - Da Domenico Forestieri, ex consigliere comunale di Orsomarso, abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente la lettera indirizzata ai consorziati del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini del Tirreno cosentino tradizionalmente noto come "Valle Lao". Nel documento si esprimono forti critiche al lungo periodo di Commissariamento dell'Ente, che viene definito illegittimo ed in violazione delle norme che regolano detto istituto. Una lettera che cade nell'imminenza delle elezioni delle cariche consortili, previste per domenica 14 settembre 2014 e il cui dibattito si preannuncia alquanto aspro. Ecco di seguito, il testo integrale del documento.

«Nel Consorzio di Bonifica Valle Lao di Scalea, ormai da circa quattro anni, vi è una gestione straordinaria che non rispettando quanto previsto dall'art. 35 della legge regionale 11 del 2003, che chiaramente stabilisce come "LA GESTIONE COMMISSARIALE NON PUO' IN OGNI CASO DURARE OLTRE SEI MESI, PROROGABILI PER UNA SOLA VOLTA E PER NON PIU' DI SEI MESI" appare, perlomeno, anomala ed illegittima.
Ciò può essere chiaramente indicata, a parere di chi segue le vicende del Consorzio, come una forte causa che creerebbe gravissime tensioni interne oltre che perseguire finalità ed obiettivi non in sintonia con quelli indicati dalla legge in quanto viziati da un'anomalia iniziale che è un forte motivo di inficiamento per qualsiasi provvedimento adottato.
E' ingiustificabile e palesemente in contrasto con la normativa vigente una nomina commissariale che sconfina di oltre tre anni rispetto ai tempi massimi previsti dalla legge e che data la difformità non può consentire di normalizzare un ente che, seppur non in perfetta sintonia con il territorio, svolge un ruolo di grande importanza.
Di ciò possono darne esempio i comuni che ne fanno parte che non possono neanche lontanamente immaginare di rimanere senza l'utilizzo della manodopera degli addetti che metterebbe fortemente in risalto l'essenzialità del loro valore.
Questa lunga gestione commissariale, incontrastata perché priva del controllo di una democratica opposizione che vi è in un organo democraticamente eletto, è ed è stata, inoltre, causa di gravissimi disagi e sofferenza per i lavoratori che, in svariate forme, hanno inteso manifestare a viva voce ciò che ritenevano e ritengono dei giusti diritti.
La possibilità di esercitare un potere incontrastato, perché si ribadisce privo di opposizione democratica, ha umanamente insinuato il dubbio che alcuni atti che avrebbero apportato ai sodali benefici non previsti dai contratti non avrebbero sortito alcun effetto di fronte ad un organo democratico che prevede il controllo e l'opposizione civile e democratica su tutto ciò che può dare adito a sospetti e maldicenze. Viene spontaneo chiedersi perché è stato consentito un fare antidemocratico ed incontrastato, che fisiologicamente porta malumori e proteste, quando tutto era ed è evitabile mettendo fine ad una gestione commissariale prolungata ?
Questa gestione commissariale infinita può ingenerare dubbi su una convenienza elettoralistica che in un sistema di libere elezioni non dovrebbe esistere.
Sarebbe scandaloso l'agire del commissario, se fosse vera la voce che circola, della nomina di un direttore generale senza che lo stesso sia stato in possesso, al momento della nomina, di una delle lauree richieste in Scienze Agrarie, Ingegneria, Giurisprudenza o Scienze Economiche così come previsto dall'articolo 14 del POV (Piano Organizzativo variabile).
Altrettanto scandaloso sarebbe il tentativo di sanare l'anzidetta palese violazione della nomina del direttore generale, con una eventuale sanatoria tentata, come si dice, con la presentazione di una recente proposta di un POV, proposta che sarebbe stata BOCCIATA, addirittura, dalla struttura regionale di controllo.
E' chiaro come un potere incontrollato possa portare ad un'illogica soggezione con conseguente sudditanza psicologica, nei confronti di un commissario con pieni poteri che nell'adottare provvedimenti forti e gravi quali il licenziamento od altri provvedimenti fortemente sanzionatori possa creare il sospetto di ritorsioni verso quei dipendenti che non condividano la gestione ritenuta non democratica ma impositiva e non condivisa dalla base.
Molto più giusto ed equo è una amministrazione eletta che sa meglio indirizzare il personale tutto portandolo a livelli di efficienza che soddisfi, oltre che loro stessi, anche i cittadini che invocano chiarezza, trasparenza e risparmio di gestione.
E' dovere di chi scrive, così di come tutti i cittadini che anelano ad una vera società libera ed egualitaria, farsi promotore di segnalare alla Corte dei Conti quanto finora descritto, al fine di chiedere di verificare, per quanto di competenza, eventuali illegittimità. E', altrettanto doveroso vigilare per fare in modo che chi ha detenuto il potere sino ad oggi non possa fruire di maggiori agevolazioni per le elezioni consortili che dovevano essere svolte fin dal 2010 e questo per un sano principio di uguaglianza e per evitare che il "potere" possa continuare a sottomettere una comunità civile che vuole essere trasparente e democratica.
Stupisce il silenzio "assordante" della politica e dei politici che hanno permesso determinate situazioni, ma se il fine è stato quello di una creazione del potere per gettare le basi che possano consentire la continuità della gestione ad uso di pochi è giusto far sapere agli ideatori che la collettività non vuole e non accetterà più prevaricazioni e si batterà per il ripristino delle regole che fanno di una società civile un insieme di persone rispettose e leali che lavorano per sé e per gli altri per il bene comune e non per quei pochi che non seguendo le norme prestabilite finiranno, prima o poi, per rotolare giù dalla "collina del potere.»

Domenico Forestieri

 

24/08/2014
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