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Sei in /Rubriche/La Locandina/LA LOCANDINA 2012/26^ Domenica anno 2012

Non è ammissibile alcun fondamentalismo né pregiudizio su quanti corrispondono alla grazia di Dio

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Ciò che conta è entrare nel Regno di Dio, anche se ciò costa tagli dolorosi. Le parole di Gesù del Vangelo di oggi si possono sintetizzare così, con un'insistenza che sembra essere rivolta a tutti: perché tutti cerchino di entrarvi. Ma quali sono le condizioni perché ciò possa avvenire? Li possiamo raccogliere dalle letture di oggi sotto questi titoli: 1) accettare il bene da qualunque parte provenga; 2) non accumulare, ma condividere; 3) individuare e soddisfare la nostra sete di salvezza e quella dei nostri contemporanei. Sulla prima indicazione occorre dire che non è ammissibile alcun fondamentalismo né pregiudizio su quanti in qualunque religione o cultura, anche senza saperlo, corrispondono alla grazia di Dio. La seconda indicazione scaturisce da tutto ciò che la lettera di San Giacomo ci ha già detto in queste ultime settimane contro la cupidigia e l'accumulo dei beni. Essi non solo si deteriorano, ma corrodono sempre più il cuore di chi li ama così intensamente, da diventare egli stesso un "oggetto", tra i suoi oggetti, anche se preziosi, negandosi ad ogni relazione interumana. La terza indicazione parte dal bicchiere di acqua fresca da dare a chi ne ha bisogno. Dare da bere all'assetato ha come effetto il poter dissetare il proprio bisogno di amore direttamente presso Cristo, che ha affermato: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva... Come dice la Scrittura "Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva"». L'importante è avvertire non solo la sete, ma essere consapevoli che nulla di materiale potrà soddisfarla. È capire che non le cose, ma i rapporti liberi e autentici tra le persone fanno entrare nel Regno.

PREGHIERA
Vivo per fortuna tra gente, che non si limita
ad esaudire la richiesta d'un bicchiere d'acqua,
ma offre molto di più, per sua indole e per il valore sacro
che l'ospite ha nella nostra cultura.
Tra i banchi allestiti nelle feste si ritrova
qualcosa d'ancestrale e di grande che rende la stessa festa
un'esperienza indimenticabile ed io ogni volta ripenso
al bicchiere d'acqua dato a Te, pur senza saperlo.
Allora saltano i recinti e lo spazio dove si mangia
mi rammenta quel banchetto messianico
cui Tu inviti ogni uomo e tutti i popoli,
guardando solo alla loro capacità di condividere.
Fa' allora, Signore, te ne preghiamo,
che in questa nostra società non manchi mai
chi sappia contagiare con il dono della sua condivisione
gli incerti e quanti soffrono i morsi della solitudine. (GM/30/09/12)

Lettera di Giacomo (5,1-6) - Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente. Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Vangelo di Marco (9,38-48) - In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

30/09/2012
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