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Sei in /Rubriche/La Locandina/LA LOCANDINA 2012/3^ Domenica dell'anno 2012 (B)

Vangelo è proclamazione di uno stato e di una situazione di felicità completamente nuovi ed inattesi

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - L'annuncio di Gesù di allora è lo stesso anche oggi: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino!». Due cose intanto sono fondamentalmente cambiate: la comprensibilità del concetto di "Regno di Dio" e il bisogno effettivo di esso nelle attese generali degli uomini. Una cosa non è cambiata, né cambierà mai: la nostra inestinguibile ricerca di felicità: felicità integrale e duratura. Ma è proprio qui che si può e si deve innestare l'autentico e rivoluzionario dinamismo cui fa riferimento la seconda parte dell'annuncio: «Convertitevi e credete nel Vangelo». «Convertitevi! (metanoeîte)» indica infatti cambiare rotta e il seguito indica la direzione verso la quale rivolgersi: «credete al Vangelo (euangelion)!». Il problema si sposta così sul significato del lieto annuncio in esso contenuto. Per noi non ci sono dubbi: Vangelo è proclamazione di uno stato e di una situazione di felicità completamente nuovi ed inattesi. È una felicità che Dio annuncia e realizza per quanti riconoscono o hanno di fatto sperimentato l'insufficienza di ogni conseguimento di eccellenza umana (è la "regalità" insita nel concetto del regno) e sanno cercare oltre, guardando più lontano e più in alto. Non nell'alienazione di ciò che stordisce, ma nell'accoglienza serena e gioiosa di ciò che quotidianamente riceviamo, ogni qualvolta non chiediamo più nulla dalla vita, ma ci lasciamo interpellare da ciò che attraverso di essa Dio quotidianamente ci offre. Dalle pieghe stesse della nostra esistenza Qualcosa ancora ci chiama e ci dice: «Vivi questo giorno e il tempo che ti resta da vivere nella gioia di chi cerca la sua felicità nella cancellazione di ogni pretesa e così trova la serenità e la pace!».

PREGHIERA
«Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta!».
e tuttavia non fu così, perché quella città già corrosa
dalla sua violenza e dal suo egoismo
fu tempestivamente ricostruita dal volgere lo sguardo
verso l'opposta direzione sulla quale era stata finora costruita:
fu ricostruita dall'ascolto di una Parola mai udita.
Quanti giorni ci restano ancora per la cittadella della nostra vita,
o buon Gesù, Tu che vai predicando, come Giona,
ma vai predicando oggi proprio nelle nostre chiese?
Della città terrena vediamo già la crisi, dovuta all'inconsistenza
di banche e finanze, che badano solo all'interesse,
mentre di noi cristiani di questo mondo occidentale
sperimentiamo il rassegnato sfruttamento dei nostri privilegi ...
Ah, Signore, aiutaci a rivolgere verso Te il nostro sguardo
e i nostri cuori e soprattutto il nostro interesse. Amen!
(GM/22/01/12)

Libro di Giona (3,1-5.10) - Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va' a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore. Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta». I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Vangelo secondo Marco (1,14-20) - Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch'essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

22/01/2012
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