Accedi oppure Registrati
Prima pagina Notizie Articoli Foto Dizionario dialettale Abystron teche Sostienici

dove
Direttore: Pio G. Sangiovanni Credits | Privacy
21:27
Giovedì
06/08/2020
Traduci English Français Español Deutsch Portuguese
Sei in /Rubriche/La Locandina/LA LOCANDINA 2012/5^ Domenica di Pasqua - 2012 (B)

La vite e i tralci.

LA LOCANDINA di don Giovanni Mazzillo - Per indicare la grande cura che Dio ha per il suo popolo all'immagine del pastore la tradizione biblica accompagnava anche quella del viticoltore. Gesù utilizza anche questa, per mostrarne tuttavia una sua densità particolare. Nella vita comune al vitigno e ai tralci egli vede la vita che parte da lui e arriva fino ai noi. Si tratta di quella comunanza di sorte alla quale ci ha chiamato attraverso il battesimo. Una realtà preziosa, che da parte nostra è tutta da scoprire, custodire, arricchire, anche a costo di qualche taglio doloroso cui sembra alludere la potatura. È una vita alla quale ci si può sottrarre, facendola spegnere a poco a poco dentro di sé. Quando ciò succede non manca che il taglio finale, per un tralcio che in realtà è già secco e pertanto utile soltanto come sarmento per alimentare il fuoco. Perché ciò non accada, la vita divina deve essere continuamente alimentata. Da che cosa? Innanzi tutto dalla Parola di Dio, che Gesù invita a far abitare in noi. Solo in questa maniera resteranno in noi le Sue Parole, che mescolate alle nostre saliranno fino al Padre, il quale ascolterà quanto avremo da dirgli. Contemporaneamente a ciò, è necessario salvaguardare e far maturare il legame con gli altri: con la comunità che nella tradizione rappresentava la vigna piantata da Dio nella storia (cf. Is 5,1-4) e con ogni altra realtà, che la risurrezione di Cristo ha strappato alla corruzione definitiva, avviandola sulla scia della sua risurrezione.

PREGHIERA
Vedo qui nel campo accanto alla nostra casa
la cenere dei sarmenti ed altri
che finiranno allo stesso modo.
Ma poi per fortuna scorgo accanto
i tralci dell'antico vitigno, come tornati
a salutare la campagna e a rassicurarci
che la vita è ancora in questi tronchi saldamente
piantati nel cuore della terra.
Proprio essi, sebbene ricurvi e tormentati,
cominciano ad allungare i loro tralci oltre la siepe.
La vigna porterà a suo tempo i suoi frutti
e l'uva diverrà vino e il vino diverrà il Tuo sangue...
Tu, Gesù, sei quella vigna e noi siamo i Tuoi tralci.
Se nelle Tue vene di uomo scorre lo stesso nostro sangue
ora che ancora più intensamente
nel dolore e nella morte Ti sei unito a noi,
possa sempre restare in noi
la Tua linfa, che ci fa vivere con te!
Aiutaci a conservarla sempre insieme con le Tue parole!
Amen! (GM/06/05/12)

Vangelo di Giovanni (15,1-8) - "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. 2Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

06/05/2012
Bookmark and Share
Ascolta con webReader

 


0 commenti.

Per visualizzare lo spazio commenti è necessario accedere al sito.

Accedi
Nome utente
Password
 
 
Registrati | Recupera dati

Allegati

In questa sezione