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Comunicato stampa del Comitato spontaneo

PARCO DEL POLLINO - Il Comitato spontaneo per la difesa dei fiumi Lao ed Argentino ha diramato un comunicato stampa che abbiamo deciso di pubblicare integralmente ritenendo si tratti di un documento che puntualizza i termini della questione e rilancia su altrettanti problematiche sulle quali è necessario approfondire il confronto già in atto.

Ci sembra veramente strano e quantomeno riduttivo che su una questione così delicata quale quella delle prese d’acqua dei nostri fiumi intervenga un avvocato piuttosto che un ingegnere idraulico o ambientale. La cosa ci sembra più un atto di intimidazione piuttosto che una reale spiegazione dei fatti (peraltro scopiazzato da un sito internet). Le opposizione fatte ai progetti si basano su legittimi dubbi sia giuridici che tecnici.
Opposizioni che non vengono dai “soliti” ambientalisti” ma anche dai sindaci di Orsomarso e Papasidero, dalla stessa Regione Calabria e dal Presidente del Parco del Pollino tutti preoccupati per i progetti presentati. Chi ha esternato le notizie sui quotidiani regionali conosce molto bene il risultato finale sull’ambiente di qualsiasi opera anche a basso impatto ambientale o ecologico in quanto non vediamo come vi possa rimanere acqua nel tratto interessato, fra la captazione e le turbine ( circa 10 km) in presenza anche di una presa irrigua del Consorzio di Bonifica valle Lao (a quota 40m slm) a metà del tratto interessato, visto che la portata attuale è di circa 7000 litri al secondo e la richiesta di prelievo secondo la domanda n. 257 di protocollo del 10.01.03 è di 8059 litri secondo maggiore della portata attuale.
L’avvocato a questo punto capisce che un consistente tratto di fiume sparirebbe? E di conseguenza andrebbe in crisi un sistema fluviale importante così come la stessa irrigazione oltre che la navigabilità del fiume. Per far capire meglio ai lettori di cosa stiamo parlando, la centrale del Lao avrebbe la captazione a monte o in prossimità della centrale di Orsomarso a quota 88 mt in area parco e il rilascio in prossimità del vecchio ponte ad archi a quota 19,50 slm. Per quanto riguarda l’Argentino il rilascio sarebbe in prossimità del paese di Orsomarso a quota 109,50 in loc.Costa del Mulino e la presa in loc. Pantagnoli a quota 390 slm. Sparirebbe così tutto il tratto maggiormente fruibile della valle dell’Argentino unica fonte di visibilità delle bellezze naturalistiche di questo piccolo paese sempre in piena zona Parco e Riserva naturale orientata.
Ci piacerebbe sapere se l’avvocato ha mai percorso a piedi o in altro modo quei luoghi,in caso contrario il centro Lao Action Raft di Scalea la invita per una discesa in gommone per verificare la follia che sta difendendo. Diciamo pure che come ambientalisti non siamo contrari in via di principio alle centrali mini idro, ma queste vanno inquadrate nel contesto ecologico e ambientale del territorio e né il fiume Lao né l’Argentino possiedono le caratteristiche per questo tipo di centrali che non piovono dal cielo ma che per essere costruite, ampliate o ristrutturate abbisognano di strade di penetrazione, di pose di tubazioni, di lavori di sbancamento e disboscamento, del passaggio continuo di mezzi pesanti in un’area ad alto livello ambientale.
Senza andare a citare come esempio la Centrale Giona Alto Corsalone in Toscana, sulla quale torneremo, sotto l’abitato di Lauria è stata costruita una centralina idroelettrica sicuramente gradevole alla vista, sicuramente in un contesto naturale lontanissimo dalle bellezze del Lao e dell’Argentino ( siamo infatti in mezzo ad un territorio devastato con case, un mattatoio e discariche varie) e comunque il tratto fra captazione e rilascio è permanentemente a secco. Per quanto riguarda la cascata delle Marmore, anche questa citata ad esempio, è bene sapere che quando non viene prodotta energia o la cascata è chiusa (la cascata viene aperta a orari fissi) il tratto del fiume Nera che riceve le acque del Velino formando la cascata, è praticamente una fogna a cielo aperto in quanto nel letto del fiume si riversano solo i reflui dei comuni della valle. Ben lontana è l’immagine di una centrale anche mini-idro da quella di un mulino ad acqua in quanto come tutti sappiamo un mulino capta l’acqua e la rilascia in prossimità del mulino stesso sicuramente non dopo 10 chilometri.
Invitiamo ancora una volta tutti gli enti preposti a non lasciarsi abbindolare da facili parole di falsi profeti dell’ecologia, nel contempo attendiamo il tavolo di lavoro proposto e deciso nel Consiglio comunale aperto di Orsomarso dove sarebbe opportuno conoscere i progetti, i costi e quanto la regione Calabria intenderebbe investire su tali progetti. Soldi che potrebbero essere dirottati su progetti di rilancio in chiave veramente ecologici dell’intero territorio
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Comitato spontaneo per la salvaguardia dei fiumi Lao e Argentino
Scalea 22 agosto 2005
22/08/2005
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