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Cinghiali, parte Piano abbattimento selettivo

ROTONDA (PZ) - Parte il 1° ottobre il Piano sperimentale di prelievo selettivo del Cinghiale nel Parco Nazionale del Pollino.
Il Piano prevede la cattura e l'abbattimento selettivo del Cinghiale per effettuare il controllo della presenza della specie nell'area protetta dove è massicciamente presente causando gravi problemi all'agricoltura.
Da mercoledì gli "operatori di selezione", prescelti dall'Ente Parco e con i quali lo stesso Ente ha sottoscritto, nei giorni scorsi, una convenzione, coadiuvati dagli agenti forestali del CTA (Coordinamento Territoriale per l'Ambiente) del CFS del Parco, opereranno in tutto il territorio del Parco per catturare e abbattere i capi a loro assegnati dal Piano di prelievo.

"E' una fase sperimentale e straordinaria - precisa il presidente del Parco, Domenico Pappaterra - che ci consente, secondo quanto previsto dal Piano elaborato dal Parco e approvato dall'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica e dal Ministero dell'Ambiente, di intervenire, con la massima attenzione e sicurezza per riequilibrare la presenza della specie nel territorio al fine di evitare ulteriori danni alle colture e, di conseguenza, alla presenza dell'uomo nell'area del Pollino". "Comprendo - prosegue il presidente del Parco - le ragioni di quanti si sono opposti all'attuazione del Piano, di alcune associazioni ambientaliste e animaliste in particolare, ma la scelta è obbligata. La sovrappopolazione di cinghiali riveste, ormai, carattere d’emergenza in molte aree del Parco calabro-lucano tanto da avere più volte richiamato l'attenzione dei Prefetti delle Province interessate e scaturito proteste e prese di posizione eclatanti da parte di Sindaci e cittadini".

Il Piano Sperimentale di prelievo selettivo del Cinghiale nel Parco Nazionale del Pollino prima di ricevere il via libera dal Ministero dell’Ambiente (ottobre 2007) è passato al vaglio dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica secondo le cui indicazioni era stato approvato dal Consiglio direttivo dell’Ente Parco il 27 ottobre 2006.

L’intento del Piano è quello di cercare di attuare tutte le possibili tecniche che hanno come finalità quella di ridurre l’impatto sulle attività umane e quella di sperimentare tecniche per il controllo numerico della specie. Tutto ciò allo scopo di diminuire il “conflitto” con le attività produttive, coltivazioni in particolare, presenti nel territorio del Parco che, specie negli ultimi periodi, si sta presentando come un vero e proprio problema sociale.

L’attuazione del piano sperimentale di abbattimento con operatori di selezione qualificati viene effettuato con la tecnica del tiro con la carabina all’aspetto poiché risulta caratterizzato dal miglior grado di selettività e da un disturbo assai limitato.

Fondamentale per l’attuazione del Piano è stata l’opera delle Amministrazioni provinciali di Cosenza, Matera e Potenza che hanno formato i selecontrollori gestendo per competenza le attività venatorie e le Azienda sanitarie competenti che hanno seguito tutte le problematiche legate agli aspetti sanitari da un punto di vista normativo e pratico. Alle Province è stato chiesto di attivare un nuovo bando per selecontrollori.

Fonte: Infoparco - 30 settembre 2008
30/09/2008
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